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 ARCHITETTURA VENEZIANA

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MessaggioTitolo: ARCHITETTURA VENEZIANA   Ven Ago 07, 2009 1:40 am


Luoghi d'interesse
Monselice è situata nella provincia di Padova sul versante meridionale dei Colli Euganei. E’ un importante nodo stradale tra Rovigo, Padova, Mantova e l’Adriatico e ferroviario nel collegamento tra il Nord e il Centro Italia.

Oltre alle numerose strade provinciali e comunali, alcune di esse sono importanti porte di accesso ai Colli Euganei.

L’uscita autostradale della Padova-Bologna (A13) e il canale navigabile Bisatto, con il porto fluviale in città, permettono di raggiungere Padova e Venezia. Monselice si caratterizza per le industrie conserviere, elettromeccaniche, del cemento, del mobile, delle bambole, del peluche e del giocattolo. Inoltre è consolidata la produzione agricola di cereali, ortaggi, frutta, uva da vino. La "Torta di Federico II" è il dolce tipico della città.

Monselice annovera fra i suoi concittadini illustri artisti come Giuseppe Mazzocca, sceneggiatore; Silvio Travaglia, pittore; Fasullo e Forlin con gli artisti del gruppo futurista "Savaré"; in campo musicale Giuseppe Giacomini e Paolo Gavanelli per la lirica, e Fabio Rossato, concertista di fisarmonica.

Breve guida della città



Si inizia dalla centrale piazza Mazzini dominata dalla duecentesca Torre Civica con annessi tratti ancora integri della antica cinta muraria.





Al lato opposto, verso il colle della Rocca, si trova la chiesa di San Paolo edificio, con cripta alto medioevale, ove è stato rinvenuto un prezioso affresco duecentesco raffigurante san Francesco d’Assisi, la più antica immagine del Santo esistente nel Veneto. La Chiesa e l’annessa Sala della Buona Morte, sono sede del Museo Civico.







La via del Santuario inizia con il Palazzo e loggetta del Monte di Pietà d’impianto quattrocentesco, sede dell'Ufficio Pro Loco, Accoglienza Turistica e sala per iniziative culturali.




Proseguendo si giunge al Castello, struttura fortificata dell’Alto Medioevo ristrutturata da Ezzelino da Romano e poi ampliata dai Carraresi, dei quali rimane evidente testimonianza nel celebre camino. Con la conquista veneziana venne acquistato dalla famiglia patrizia dei Marcello, che ne completò la trasformazione in residenza. Pesantemente saccheggiato nel corso dei secoli, fu riportato al passato splendore dal Conte Vittorio Cini, che lo arricchì con preziose collezioni di armi, mobili e suppellettili antiche. Nei locali della biblioteca è allestito l’Antiquarium Longobardo, che raccoglie preziose testimonianze provenienti dagli scavi della necropoli rinvenuta sul colle della Rocca. Tra i pezzi più significativi un’elegante crocetta d’oro sbalzato. Di recente allestimento il Museo delle Rarità Carlo Scarpa, nel quale si possono ammirare oggetti della vita quotidiana del Novecento ideati dal noto architetto veneziano.




Riprendendo la salita si incontra Villa Nani-Mocenigo, sontuoso edificio tardo rinascimentale, con scenografica scalinata ornata con statue che collega i vari piani dei terrazzamenti dell’annesso giardino. Sul muro di cinta figurano dei nani, allegoriche statue che alludono al nome della famiglia patrizia.






Poco più avanti si giunge all’antica Pieve di Santa Giustina costruita nel 1256, per volere del cardinale Simone Paltanieri, arciprete di Monselice. Il Duomo è in stile tardo romanico con elementi decorativi gotici. All’interno si trovano pregevoli opere d’arte tra cui la Madonna dell’umiltà e il polittico quattrocentesco di scuola veneziana raffigurante santa Giustina, San Sabino, patrono di Monselice e alcuni Santi. Il tesoro del Duomo, che raccoglie preziose suppellettili, conserva tra l’altro la preziosa coperta di Evangeliario con Majestas Domini, opera del XIII secolo prodotta da un atelier limosino.La Pieve annovera, nella sua storia plurisecolare, come canonico il sommo poeta Francesco Petrarca.





Oltre la Pieve si incontra la porta dei "leoni comitali" e poco oltre l’ampio belvedere della "rotonda" del 1712.
Salendo si entra nell’area sacra del Santuario Giubilare delle Sette Chiese. L’arco d’ingresso, eretto nel 1651, è denominato "Porta Romana" o "Porta Santa". Su di essa è affisso il monumento bronzeo che ricorda il Giubileo del 2000, opera scultorea di Jone Suardi.





Il Santuario è stato ideato da Vincenzo Scamozzi su commissione dei nobili veneziani Duodo e realizzato tra il 1605 e il 1615. Le sette stazioni ottennero da papa Paolo V la concessione delle stesse indulgenze accordate ai devoti, che si recavano in pellegrinaggio alle sette basiliche maggiori in Roma. Le prime cinque cappelle ospitano pregevoli pale di Palma il Giovane, mentre l’ultima, co-intitolata ai santi Pietro e Paolo, conserva la pala attribuita al Loth.


Ultima modifica di meryan il Ven Ago 07, 2009 1:48 am, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: ARCHITETTURA VENEZIANA   Ven Ago 07, 2009 1:41 am


Sull’ampia spianata sorge il complesso monumentale di Villa Duodo, con l’oratorio di San Giorgio e l’Esedra.
Villa Duodo risalente all’inizio del ‘600 è opera dello Scamozzi, mentre la parte frontale, decorata da bassorilievi, fu aggiunta, su progetto di Andrea Tirali, nel 1740.





La chiesa di San Giorgio
affrescata dal Sandrini, è abbellita da un pregevolissimo paliotto d’altare in intarsio marmoreo e pietre dure uscito dalla maestria della bottega dei Corberelli. Il Santuario è detto anche "Ai Santi" per la presenza di resti e reliquie di martiri traslati dalle catacombe romane.



Verso il colle della Rocca lo sguardo del visitatore è catturato dalla scenografica scalinata seicentesca, denominata Esedra di San Francesco, in ricordo del soggiorno di san Francesco Saverio nel 1537. Essa è adornata dalle statue, attribuite al Bonazza, raffiguranti le fasi del giorno: alba, meriggio, tramonto e notte.



A lato dell’esedra un ardito scalone dà accesso al sentiero che conduce sulla sommità del colle ove sono visibili i resti dell’imponente Mastio Federiciano, detto Torrione, voluto dall’imperatore Federico II di Svevia nel 1239, quando visitò la città e la creò
camera speciale imperiale.









Tornati in piano, meritano una visita altri monumenti come Villa Pisani, affacciata sul canale Bisatto, d’impianto palladiano, commissionata da Francesco Pisani nel XVI secolo. L’edificio, abbellito da pregevoli affreschi attribuiti allo Zelotti, ospita l’Archivio Storico della Città.








Sempre lungo il canale sorge Villa Contarini, esempio tipico di architettura veneta, già citata in documenti del 1581. Gli interni sono decorati con raffinati stucchi settecenteschi e impreziositi da antichi lampadari di vetro policromo di Murano.



Raggiunta Piazza San Marco, abbellita dagli antistanti giardini di Palazzo Tortorini del XVII secolo e oggi sede del Municipio, sui resti della Torre di Porta San Giacomo si può notare il bassorilievo in bronzo opera di Luciano Zambolin, affisso nel 1995, in ricordo delle celebrazioni federiciane.
Adiacente a Piazza San Marco c’è Piazza della Vittoria con al centro il monumento marmoreo in ricordo dei caduti, opera scultorea del monselicense Paolo Boldrin.




Poco lontano dal centro storico si trova il Convento di San Giacomo, sorto nel 1162 come ospedale per il ricovero di poveri e pellegrini e trasformato nel secolo successivo in monastero benedettino. Dal 1677 è sede di una comunità francescana di Frati Minori. All’interno della chiesa, sono conservati un pregevole ciclo pittorico del fiammingo Michele Desubleo, opere di Jacopo Palma il Giovane e di Gianbattista Maganza.








A sud del colle della Rocca si trova la Chiesa di San Martino fulcro dell’omonimo quartiere. Il tempio originario del X secolo e ristrutturato nel ’700 conserva un ciclo pittorico attribuito a Vincenzo Damini e dipinti della scuola di Gaspare Diziani.







Sul lato settentrionale sorge l’appartata Chiesa di San Tommaso
che conserva consistenti brani di affreschi tardo duecenteschi.





Sulla strada verso Battaglia, lungo il canale, in località Rivella sorge Villa Emo Capodilista della seconda metà del ‘500, con un elegante giardino all’italiana visitabile.



Escursione sul Monte Ricco. La prima parte del percorso è una salita, su strada asfaltata e ombreggiata, sino alla cosiddetta "Casa rossa". Da qui parte un sentiero che conduce all’esedra belvedere dominata dalla grande statua dell’Ercole, di fronte alla quale si apre la scalinata per l’Eremo di Santa Domenica. La passeggiata, nei giorni sereni, riserva uno spettacolare sguardo d’insieme sui Colli Euganei, all’orizzonte fino al mare Adriatico, a sud fino agli Appenini bolognesi e sul piano sottostante l’antica Monselice nella sua suggestiva trama d’ impianto medioevale.

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MessaggioTitolo: Re: ARCHITETTURA VENEZIANA   Ven Ago 07, 2009 6:05 pm

Un inserimento, Anna, molto valido che contribuisce in modo costruttivo
alla conoscenza del nostro Paese.

Bruno
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MessaggioTitolo: Re: ARCHITETTURA VENEZIANA   Sab Ago 08, 2009 10:09 am

SOPRATTUTTO PERCHè VENEZIA NON è SOLO LAGUNA CALLI, CANALI E GONDOLE!
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MessaggioTitolo: Re: ARCHITETTURA VENEZIANA   Sab Ago 08, 2009 3:36 pm

è VENEZIA
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MessaggioTitolo: Re: ARCHITETTURA VENEZIANA   Sab Ago 08, 2009 9:40 pm

Hai ragione Daniele, ma purtroppo per noi stranieri Venzezia è quella che dici tu!

Sai che "calle" è una parola spagnola e significa "via" Wink
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MessaggioTitolo: Re: ARCHITETTURA VENEZIANA   Dom Ago 09, 2009 10:51 am

E credo che di Venezia non bisogna dimenticare la storia.

La laguna veneta si forma nel 800 a.C. circa da un precedente ambiente fluvio-palustre e si suppone che qui vi fossero insediamenti umani sin dall'epoca preistorica vista la ricchezza di risorse che favorivano caccia e pesca. In età pre-romana, vale a dire nel periodo paleoveneto, la civiltà era ben radicata nella zona con popolazioni dedite alla pesca, alla produzione del sale, ai trasporti marittimi e alle altre attività mercantili connesse. Snodo di intensi traffici commerciali che collegavano l'Adriatico con il centro e nord Europa, in questo periodo vengono a svilupparsi alcuni insediamenti, tra i quali spicca, ormai con una fisionomia protourbana, il centro di Altino

La venuta dei Romani non fa che rafforzare questa situazione. Il sistema dei porti viene potenziato (a questo periodo risale Chioggia), mentre l'entroterra viene bonificato e centuriato, cosa peraltro ancora visibile nell'attuale disposizione di strade e fossi. La laguna divenne forse luogo di villeggiatura per la nobiltà, come testimoniano alcuni ritrovamenti.
Secondo il Chronicon Altinate (XI secolo), il primo insediamento a Venezia sulla Riva Alta (Rialto) risale al 25 marzo del 421 con la consacrazione della chiesa di San Giacometo sulle rive dell'attuale Canal Grande. Gli abitanti della terraferma vi cercarono rifugio a seguito delle varie ondate di invasioni barbariche che si succedettero dal V secolo, in particolare quella degli Unni (452) e dei Longobardi (568)]. Tuttavia Venezia si presentava allora come un insieme di piccoli insediamenti ancora molto eterogeneo, mentre maggiore importanza assumono alcuni centri limitrofi come Torcello, Ammiana, Metamauco. Parallelamente, si vengono a trasferire in laguna le maggiori istituzioni religiose, come il Patriarca di Aquileia a Grado e il vescovo di Altino a Torcello.
Riuniti assieme con tutta l'Italia all'impero con la prammatica sanzione di Giustiniano del 554, il Triveneto è nuovamente travolto dalla calata dei Longobardi del 568. I bizantini perdono gran parte della zona, mantenendo solamente la fascia costiera[24]. È da questo momento che il termine Venetia, un tempo riferito a tutto il Veneto, viene ad indicare solo la zona delle lagune.
Eretta nel 697 la Venezia a ducato dipendente dall'Esarcato di Ravenna, con capitale prima ad Eracliana, quindi Metamauco, a seguito della tentata invasione franca di Pipino (Carlomanno), nell'821 la più sicura Rialto diviene capitale del Ducato di Venezia, assumendo nel tempo il nome stesso del territorio e dello stato e diventando definitivamente Venezia[25].
La vicinanza con l'Impero franco, il rapporto privilegiato con l'oriente Bizantino e contemporaneamente la distanza da Costantinopoli ne fece uno dei principali porti di scambio tra l'Occidente e l'Oriente, permettendo lo sviluppo di una classe mercantile dinamica ed intraprendente che nel corso di quattro secoli circa trasforma la città da remoto insediamento e avamposto imperiale a potenza padrona dei mari, ormai totalmente indipendente.
È annoverata fra le Repubbliche marinare, insieme a Genova, Pisa e Amalfi; a ricordo di ciò il leone di San Marco, emblema della Serenissima, appare nelle insegne marine della bandiera italiana.
Il capo del governo era il Doge (dal latino dux), il quale vide, col passare del tempo, il suo potere sempre più vincolato da nuovi organi istituzionali. Molti Dogi, soprattutto prima dell'anno mille, si videro costretti a prendere i voti perché i cittadini li reputavano troppo bramosi di potere: alcuni vennero anche uccisi o abbacinati.
All'apice della sua potenza, nel XIII secolo, Venezia dominava gran parte delle coste dell'Adriatico, regioni quali la Dalmazia, l'Istria, molte delle isole dell'Egeo, Creta, Cipro, Corfù, ed era la più importante potenza militare e tra le principali forze mercantili nel Medio oriente. Nel XV secolo il territorio della Repubblica si estendeva da Brescia all'Istria, e da parte dell'attuale provincia di Belluno, al polesine veneto. Ma la decadenza cominciò a farsi sentire già nel XV secolo: eventi storici come l'accrescersi della potenza Ottomana e lo spostamento dei commerci verso le Americhe, colpirono duramente la vocazione marittima della città che finì per volgere i suoi interessi economici verso l'entroterra.
Nel XVIII secolo Venezia fu tra le città più raffinate d'Europa, con una forte influenza sull'arte, l'architettura e la letteratura del tempo, ma questo non era che un segno del suo inesorabile tramonto. Dopo oltre 1000 anni d'indipendenza, il 12 maggio 1797 il doge Ludovico Manin e il Maggior Consiglio vennero costretti da Napoleone ad abdicare, per proclamare il "Governo Provvisorio della Municipalità di Venezia".
Con il Trattato di Campoformio tra francesi ed austriaci, il 17 ottobre 1797 la "Municipalità di Venezia" cessò di esistere e furono ceduti all'Austria il Veneto, l'Istria, la Dalmazia e le Bocche di Cattaro, che andarono a formare la "Provincia veneta" dell'Impero Austro-Ungarico. Tornata ai francesi, fu di nuovo Austriaca sino all'Unità d'Italia.
Nel 1848 la città partecipò attivamente ai moti rivoluzionari e sotto l'iniziativa di Daniele Manin fu, sebbene per poco, indipendente con l'istituzione della Repubblica di San Marco. Nel 1866 entrò a far parte del Regno d'Italia e l'annessione fu sancita dal plebiscito del 21 ottobre del 1866, che vide vincere il sì con il 99, 9% dei voti favorevoli dell'elettorato attivo.
Divenuta comune del Regno d'Italia, soprattutto con i decreti degli anni venti la città vide accrescere notevolmente il suo territorio, grazie alla soppressione dei comuni di Malamocco (1883), Burano, Murano, Pellestrina (1923), Chirignago, Zelarino, Mestre e Favaro Veneto (1926).
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MessaggioTitolo: Re: ARCHITETTURA VENEZIANA   Dom Ago 09, 2009 12:10 pm

Grazie Bruno!
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MessaggioTitolo: Re: ARCHITETTURA VENEZIANA   Dom Ago 09, 2009 12:30 pm

A te, Yoah!

Bruno
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MessaggioTitolo: Re: ARCHITETTURA VENEZIANA   Lun Ago 10, 2009 1:27 pm

Bei post su Venezia, grazie a voi! Smile
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MessaggioTitolo: Re: ARCHITETTURA VENEZIANA   Lun Ago 10, 2009 1:41 pm

Che piacere rivederti qui, Carmen! Sarebbe un piacere per tutti
vederti e leggerti più di sovente.
A presto (spero).
Bruno
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MessaggioTitolo: Re: ARCHITETTURA VENEZIANA   Mar Ago 11, 2009 11:42 am

Hai ragione!! Ma sono sempre così intrecciata!! Crying or Very sad
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MessaggioTitolo: Re: ARCHITETTURA VENEZIANA   Mar Ago 11, 2009 11:46 am

E tu, che sei sempre graditissima, STRECCIATI! (perlomeno un po')

Cordialmente

Bruno

PS Perchè non inserisci nel nostro forum quelle belle sequenze
(diciture e foto) della raccolta, della panificazione, ect?
Oltre a fatti d'architettura e lavori edili (con te in posizione di severa
direttrice ) e vedute e fatti di casoli?
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MessaggioTitolo: Re: ARCHITETTURA VENEZIANA   Mar Ago 11, 2009 2:47 pm

carmen ha scritto:
Hai ragione!! Ma sono sempre così intrecciata!! Crying or Very sad

scusami se mi intrometto carmen,ma io non credo assolutamente che non si possa trovare quarto d'ora al giorno per il forum..volere e potere ..sapessi come sono intreggiata io dai un piccolo sforzo al giorno
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Bruno
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MessaggioTitolo: Re: ARCHITETTURA VENEZIANA   Mar Ago 11, 2009 5:09 pm

...leva il medico di torno !
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MessaggioTitolo: Re: ARCHITETTURA VENEZIANA   Mar Ago 11, 2009 5:36 pm

giusto
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MessaggioTitolo: Re: ARCHITETTURA VENEZIANA   Mar Ago 11, 2009 6:02 pm

Anna, ma tu sei speciale, a volte mi chiedo come tu faccia ad unire l'utile al dilettevole con tanta disinvoltura ed efficacia, si perché tu non ti limiti ai saluti, tu gioia dedichi molto tempo alla "riceerca" con ottimi risultati!
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MessaggioTitolo: Re: ARCHITETTURA VENEZIANA   Mar Ago 11, 2009 10:42 pm

GRAZIE GIOIA ..TU SAI CHE IL MIO TEMPO NON è MOLTO..PERò CON PAZIENZA E BUONA VOLONTà IO DICO CHE SI RIESCE A TUTTO..SEMPRE SE UNO VUOLE
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