BRUNO COTRONEI, I SUOI LIBRI, I SUOI SUCCESSI
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 IL MAGLIONE BLU dal cap. VIII al XIII fine

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Bruno
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MessaggioTitolo: IL MAGLIONE BLU dal cap. VIII al XIII fine   Mer Dic 31, 2008 1:44 pm

VIII
Mercoledì 18 marzo 1992
- Ieri pomeriggio sei stata da Alberto?
- Si
- Eravate soli?
- Si.
-Avete fatto l'amore?
- N00.
-Ma non lo fate mai?
-Questo mese no, perché ci sono varie situazioni. Gli
hanno cambiato classe e questo lo turba molto, ed è in
contrasto con la preside. Però giorni fa mi ha chiesto
quando finivano le mie cose per cui...Ma ci vorrà tempo
prima che torni alla carica.
-Sei sincera?
-Si
-E' strano questo modo di fare di Alberto
-Non è strano perché lui è fatto in questo modo.
Difficilmente prende l'iniziativa."
-Allora quando è stata l'ultima volta?
-Lo sai, tè lo dissi.Quando a inizio di febbraio andai
da lui a confessare in parte il nostro rapporto. Allora
volle farlo, chiedendomi scusa se l'ambiente era
squallido,non luminoso e grande come da tè.
-Prima che mi conoscessi eri sempre tu a sollecitarlo?
-Si, senza che io lo solleciti avviene rarissime volte e
a me fa comodo. Poi poche volte siamo soli anche da lui, e
fuori non ha mai voluto farlo.
-E' strano.
-Ma è vero. Certo vedendo io come sono con tè sembra
inverosimile. Solo d'estate è aggressivo. Ieri,per esempio,
abbiamo passato il pomeriggio a trascrivere le canzoni della
cassetta e abbiamo parlato. Altre volte vediamo programmi di
attualità o di cultura registrati e li commentiamo.
Sembriamo più amici che fidanzati, e a me fa comodo perché
sto bene cosi, non avrei certo piacere di fare l'amorecon
lui.
-Quindi quelle rare volte che lui vuole farlo non ti
rifiuti?
-Si, perlomeno una volta é< successo in questi ultimi
mesi, e tè lo raccontai. Fu quando io e tè avevamo litigato
e gli dissi: no, non ce la faccio proprio, sono nervosa e
stanca.
Per me, la nostra è la storia più bella di questi
ultimi venti anni. Io non^ so, ma raggiungo vette
incredibili, inimmaginabili ci-ìne, ad esempio, in questo
momento, Patrizietta. E non parliamo di ieri pomeriggio
quando è stato meraviglioso per entrambi. E' tutto il giorno
che provo una voglia spaventosa di starti vicino. Mi sento
felice e al tempo stesso avverto una specie di buco nello
stomaco perché ti vorrei qui con me.
- Anch'io sono molto felice.
- Come sei bella. Sto baciando il microfono e sento le
tue labbra che sono...
- Andrea, vorrei che fosse sempre cosi.
- Sarà sempre cosi, sempre sempre. Ormai ci siamo capiti
talmente noi due che abbiamo imparato a dirci tutto, a poter
parlare nella più completa libertà. Perché ci vogliamo un
bene immenso.
- Mi sta uscendo il sangue dal mento.
- Quel brufolo? Lascialo stare, se volessi proteggerlo
dovresti mettere un cerottino, ma è brutto.
- Aspetta un attimo che vado a bere.
- Bere fa bene alla pelle. Patrizia.
- Per questo tu hai la pelle così bella.
- Sono affascinato da un ombelico. Si, ho davanti a me le
quattro fotografie scattate stamattina. Quella col biscotto
e l'altra dove stai come una guappetta con le mani sui
fianchi. Poi ho anche quella che mi hai portato tu, dove hai
il cappello e la maglietta che hai indossato qui per me. E,
dulcis in fundo, c'è un ombelico eccezionale. Cribbio! Sei
una cannonata, tutta la Grecia e dintorni risuona di tè.
- Perché ero bella, è l'unico motivo.
- Conosco due punte che sono la fine del mondo e quando
uno le accarezza diventano una cosa stupenda e la
proprietaria si sconvolge ed è cosi meravigliosa che tutto
s'infiamma.
- Cosa farai? " " ..
- Scrivo due appunti su di tè, tanto per cambiare. Mentre
lo dico mi metto a ridere.
- Cosa e'è da ridere, scusa?
- Poi, tanto per dare a vedere che faccio ancora qualcosa
inizio una relazione scientifica. Patrizia.
- Domani già è giovedì? Perché volano cosi i giorni?
- Perché viviamo cosi intensamente che sfrecciano veloci.
Dal lunedì subito è sabato. Se riuscissimo ad annullare il
fine settimana sarebbe ancora più bello. Comunque va
benissimo tutto anche in questo modo.
- Ma io sono più che contenta, soltanto che poi va a
finire che tu non mi vuoi più bene perché m'invecchio,
Andrea. . . ."
- Ma stai zitta! Noi diventiamo sempre più giovani perché
l'amore fa ringiovanire.
- Andrea, ti devo lasciare perché mia mamma ha detto cne
viene fra pochissimo.
- Vai a cercare subito le altre fotografie, capito?
- I negativi positivi.
- A domattina presto.
- Ti amo.
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MessaggioTitolo: Re: IL MAGLIONE BLU dal cap. VIII al XIII fine   Mer Dic 31, 2008 1:51 pm

IX
Martedì 14 Aprile 1992
- Pronto?
- Pronto, Andrea.
- Come va? Cosa è successo ieri quando sei tornata a
casa?
- Niente, non è successo niente.
Quali reazioni ci sono state?
Mia madre era per un verso contenta e per l'altro
dispiaciuta. Invece Alberto si è insospettito.
Certo, perché è stato imprevisto. Patrizia. Hai
spiegato bene che sono impegnato?
- Ho detto che forse dovevi partire per Milano. Avevi
degli altri problemi tuoi personali e io avrei cambiato
ufficio nell'ambito della facoltà. Comunque, ho aggiunto che
non mi avevi detto molto.
- Ti sei riservata ogni strada?
- Si.
- Anche con tua madre? E papa?
- Con papa non ho parlato. Lo ha fatto mammma.
- Quando mi hai chiamato ieri pomeriggio eri da sola in
casa?
- No, c'erano mia madre e le mie sorelle.
- Come stai, piccolina?
- Vuota.
- Ti senti anche sollevata?
- Si e no. Tu come stai?
- Io niente. Ho fatto pace con Sonia, perché non era
giusto che continuasse a soffrire, come era avvenuto in
queste ultime settimane, da quando ha saputo di noi. Mi
aveva scritto una lunga lettera, molto sentita, nella quale
ripercorre tutta la nostra vita in comune. Quindi abbiamo
fatto pace e sinceramente non me ne dispiace, come ti ho
annunciato ieri. Anzi, sono molto contento perché mi sento
nuovamente una compagna vicino. Ora spero che questo
ritrovarsi non sia solo passeggero e che tutte le
incomprensioni di fondo, che ci hanno turbato in questi
ultimi anni, vadano ad appianarsi visto che c'è questa
riscoperta dopo la nostra bufera. Ieri sono stato tutto il
pomeriggio a casa. Cosa ti devo dire? Come sto io? Da una
parte sollevato e sereno, perché erano troppe le
responsabilità verso Sonia e verso tè. Dall'altra un vuoto,
perché cinque mesi cosi intensi e cosi belli non si
dimenticano e non lo farò. Ne sono convinto, e tu?
- Anch'io, Andrea.
- Vorrei che si rimanesse sempre in contatto, come ti ho
detto ieri. Vederci sarà difficile ma non significa che non
lo si possa fare proprio e...
- Cosa hai detto a Sonia?
- Niente, non ne abbiamo proprio discusso. Ne lei ha
voluto sapere ne io ho voluto dire. Abbiamo messo una... Ho
detto soltanto che volevo parlarle, lei mi ha dato la
lettera e questo ha semplificato le cose, perché è molto
bella, molto sofferta, molto sentita. E quindi basta, dopo
la lettera non c'erano altre parole da dire. Non ho
ritenuto opportuno parlare. Si è messa subito in azione per
la casa, è efficiente e molto affezionata, e innamorata.
Onestamente. Purtroppo non si può negare che ci sono alcune
incomprensioni precedenti alla nostra storia, che ha
scoperto in modo parziale da poco. Speriamo che vengano
superate, che si possa vivere con serenità insieme. Speriamo
che sia cosi. Entrambi ieri ci siamo adoperati per tentare
di smussare gli angoli. Questa è la situazione. Ora mi stavo
accingendo a togliere tutti i tuoi ricordi dallo studio. Poi
vorrei tornare in pieno al lavoro. Ma tutto con molta calma
perché è stata una bufera in questi mesi, specialmente negli
ultimi tempi. Certo, stamattina non vederti e ieri non
sentirti.... Abbiamo innescato dei meccanismi ormai da oltre
cinque mesi. Non sono pochi, e di tale intensità. Ti vorrò
sempre bene Patrizia.
- Anch'io.
- Non capirò mai perché ieri anche tu eri predisposta
all'addio, come me che lo facevo per Sonia. E' stata una
decisione cosi imprevista, e onestamente non mi è chiara la
tua arrendevolezza. Però questo non cancella nulla. Sarà la
stanchezza, chi lo sa.
- Avrò molto tempo per analizzare il mio comportamento.
- Avevamo delle giornate cosi piene e intense, no? Ora
vedi, sono qui con la barba in faccia, dietro lo scrittoio e
voglio mettermi piano piano a fare queste cose, poi ho tutti
questi lavori che ora devo vedere di dimensionare, e niente.
E' uno stato di convalescenza. Ti è venuto da piangere?
- Si, Andrea.
- Quando?
- Ieri, stanotte, stamattina.
- Come hai dormito?
- Male.
- Che sogni hai fatto?
- Ho sognato che parlavo con tè, non ricordo di cosa ma
ricordo che si parlava con calma.
- Era un sogno tormentoso?
- Fra me e tè no. Tutto il resto si.
- Senti, e cos'altro volevo dire? Ora è prematuro
naturalmente, ma quello che dobbiamo fare è di sentirci, no?
Perché mi fa piacere parlare con tè. Eppoi, chissà, cercare ^
di vederci qualche volta. Come e quando non so, con calma.
Capito?
- Sì, Andrea.
- Perché non vorrei che ieri fosse stata l'ultima volta
che siamo stati vicini.
- Non l'ho pensato questo.
- Ti sei mai pentita di non esserti opposta con veemenza
ieri?
- Si, per strada, quando sono uscita dall'istituto. Ieri,
a casa c'era anche una mia sorella che ha detto; tu hai la
faccia di una che ha pianto. Ho detto che ero dispiaciuta
molto e allora lei a chiedere: perché tè ne sei andata cosi?
Ad Alberto come hai detto? Ripeti la scena: sei andata ieri
sera'e ...
- Mi ha telefonato e mentre stavamo parlando ha detto:
non hai niente da dirmi? Ho pensato: Oddio, ha sentito
qualcun altro. Ho risposto: non vado più all'istituto, per
ora. Poi gli ho spiegato che devi partire. Penso che
controllerà perché non ci ha creduto, per questo ho parlato
anche di problemi personali. E ieri sera ho esploso tutta la
mia nevrosi contro di lui. Ho detto: basta, adesso mi hai
stufato con questa storia, se ci credi bene... ho già molti
problemi e non voglio che altri ne causi tu, falla finita e
vai a sfogarti con qualcun altro. E 1oho mandato a quel
paese perché non ce la facevo proprio a sopportarlo ieri
sera. Alla fine è stato molto comprensivo e ha detto: non
preoccuparti, ti starò vicino...
- Vicino perché ha capito che attraversi un momento
difficile, oppure perché?
- Tante cose insieme, Andrea.
- Sei stata convincente?
- Spero. Perché lui dice che questa cosa non lo persuade
e io ho risposto che tu avrai avuto dei problemi personali
di cui non hai voluto parlare con me. Spero che si sia
convinto perché a questo punto non m'importa proprio.
- Dovrebbe essere felice.
- Lui si, lui è felice perché, boh.
- Comunque, Patrizia, sii molto decisa e sicura di tè.
Non bisogna mai ammettere. ., ^ ^ <-+
- Stamattina stavo facendo rassetto e mia madre ha detto:
basta, basta, ti stai sfogando! .
- Cerca di mantenerti serena, tu non mi hai perso sai/ ta
io nemmeno. Abbiamo solo modificato il tiro. E prova a
organizzare le tue giornate, ma senza affannarti perché
anche tu hai avuto cinque mesi molto intensi, no? Prova a
stare tranquilla e distesa. Vedi, quello che mi sono
proposto io è di non pensare molto in questo periodo. Vorrei
cercare di... <
- Per tè è più facile, capisci?
- Perché? .4-0
- Non lo so, perché hai un posto tuo dove andare, capito."
- Questo è vero. E tu, non puoi crearti una zona franca a
casa tua?
- Si, si, per questo sto ridendo. E' impossibile, almeno
in questo periodo, perché mia madre è molto esaurita.
- Come vanno le cose di papa? '
- Male.
- Cos'è che improvvisamente non va?
- E' stato un pò nel tempo, si è diradato il lavoro, non
è stato un fatto improvviso. Ma che vuoi fare, l'importante
è che stia bene.
- Certo, tesoro. Hai una vocetta un pò tesa, eh? cosa
c'è? Hai qualcosa che ti rode dentro? Se è così, dimmelo. Io
sono il tuo confidente e lo sarò sempre di più, fino in
fondo. Adesso veramente mi puoi dire tutto. Non devi
preoccuparti di niente... Patrizietta, ti voglio bene in
modo totale, lo sai? Rimarrò sempre vicino a tè, capito?
Sfogati con me. Io devo essere la tua valvola di sicurezza
perché conosco tutti i fatti, sono l'unico a saperli.
Anch'io lo farò con tè, sai? Perché ormai io e tè siamo i
più grandi amici, capito?
- Di me ti puoi fidare, resisto anche alle torture...
- Quanto sei bella, tesoro.
- ... No, no io sono veramente un compartimento stagno.
- Ti sento molto tesa. Sei una corda di violino oggi. Ti
conosco bene, hai qualcosa che ti rode, la vuoi tirare^
fuori? Hai qualcosa sullo stomaco, contro tè stessa?
- Sullo stomaco non ho niente...
- Perché stai così? Senti freddo?
- Cosa?
- Senti freddo? Come quando stavi contratta vicino a me,
ti ricordi?
____-Sì._______________________________._______________
- Patrizia,! cinque mesi della nostra bellissima storia
valgono cinque anni per come li abbiamo vissuti. Abbiamo
avuto di tutto: dal settimo cielo al sottoterra , esaltanti
gioie e strazianti dolori, tutto. Una vita intera in
cinque mesi! Indimenticabili. E ho imparato a conoscerti a
fondo. Ieri mattina , quando ho concretizzato la decisione
di smettere perché non volevo far più soffrire Sonia, alla j.
quale sono legato da un affetto profondo, ho voluto anche
aiutarti. Non so se lo hai capito, perché tu non ti saresti
mai decisa da sola .Io non avrei mai chiuso la nostra
storia, sai? Ma le cicostanze, il dolore di Sonia... Anche
tu da un po' di gioni ti tormentavi , è così o no?
-Andrea, non lo so , sinceramente non lo so.
- E'stato un lampo che ha concluso una lunga e sofferta
meditazione, ed è come se avessi liberato anche tè. I".,
fondo è chiaro. Quando ci sono tante tensioni intorno, ad
un certo momento, bisogna abbandonarsi alle circostanze e
dire; basta smettiamola. Poi magari ci si ponte perché è'
molto bello quello che si è vissuto. Però non dev,ÌA .
preoccuparti, questo non significa niente, devi essere"" I
serena perché è stupendo quello che portiamo con noi...Io ho
tanta più vita di tè alle spalle, ma ciò che abbiamo
sentito e vissuto insieme ne ha riempito una bella
porzione, sai?
-Ma io...
- Sei pentita di non avermi trattenuto?
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MessaggioTitolo: Re: IL MAGLIONE BLU dal cap. VIII al XIII fine   Mer Dic 31, 2008 1:51 pm

-Quanto sei bella Patrizia... Eh là che
c'è?...piccola?...Patrizietta...Patrizia...tesoro mio non
piangere...non devi fare così ... quanto sei bella!...tu sei*
troppo bella...tesoro... non ti devi disperare, tesoro
mio...no...E' questo allora, sentivo che c'era qualcosa che
non andava... tesoro, non devi fare così...Non è finita,
sai?...Patrizia...non è finita ,Patrizia ... bella...
-Scusami
-Che scusami... non lo dire nemmeno per scherzo... Tesoro
-Andrea, non ce la facevo più
-Lo so, lo so...tesoro mio, ti voglio bene...ti amo
tesoro...ma tu mi ami davvero tanto?
-Si
-Patrizia non è finita, non ti preoccupare. Noi proviamo
a fare un'altra vita, a trasformare il nostro rapporto, ma
niente è definitivo, lo sai? Noi faremo di tutto per
mantenere quello che ho deciso e che tu non hai contrastato,
ma. . .
-Provo un forte rancore verso tutto quello che mi
circonda, proprio forte...
-Verso di chi?
-Verso i miei, verso Sonia, verso Alberto, verso tutti.
-Patrizia,ma sono le circostanze, perché obbiettivamente
è una situazione difficile. Però ognuno di loro ha fatto
quello che in fondo doveva fare , lo sai no?
-Sì, no.
-E' chiaro che ora ti sentirai un vuoto dentro, ma si
colmerà se tu pensi innanzitutto che io ti voglio bene e che
mi troverai sempre vicino come amico. E poi anche le altre
persone che ti sono attorno ti vogliono bene, sai? Sai
questo, amore?
-Si.
-Però non ti devi fare mai calpestare da nessuno, perché
nessuno ha il diritto di farlo, mai. Se una persona ci vuole
bene ci deve essere vicino e non calpestarci. Nessuno, ne
familiari, ne compagna, ne fidanzato, nessuno! Debbono
capire che è un momento difficile e avere molta pazienza
con noi, ma anche noi con chi ha sofferto. Patrizietta non
ti devi preoccupare, ricordati che non mi hai affatto perso.
Sono convinto che riusciremo a trovare un modo per vederci
in qualche occasione. Certo non potrà essere come prima.
Però fra noi non c'è stato il taglio netto e definitivo come
in quell'altra mia storia che ti raccontai. Lì fu come una
morte per entrambi. Qui, fortunatamente, noi ci stiamo
sentendo e ci vogliamo bene e ci confidiamo. In fondo
nessuno ci vieta di rivederci se lo vogliamo. In fondo, in
fondo. No, non sarà una cosa tacitissima, ma non c'è la
totale impossibilità come nell'altra vicenda. E' già
tanto! Eppoi ci possiamo confidare continuamente. Vedi, già
oggi, al primo giorno, io qui e tu li, entrambi senza
nessuno d'attorno, ti sembra poco? Ma sfogati tesoro mio, e
considera che tutti intorno a noi hanno svolto il proprio
ruolo e in fondo hanno ragione, anche se a volte a noi
sembra che hanno torto.
-Debbo un pò abituarmi, Andrea.
-Devi solamente pensare a vivere le cose nei loro lati
positivi.
-Io voglio che tu stia bene.
-Patrizia, io spero e tento di stare bene. L'amore è una
cosa stupenda, bellissima, ma più ci penso e più sono
convinto che il nostro è stato eccezionale sotto tutti i
punti di vista. Un' esperienza indimenticabile, tutta
particolare...
-Andrea, sai a che stavo pensando? Quando, nonostante
tutto, la settimana scorsa abbiamo fatto l'amore per la
prima volta senza pillola...è stato bello.
-Sembrava quasi un addio, no?
-E avrei voluto...
-Parla, di tutto, tesoro.
-Niente, che adesso son felice...
-Anch'io, ma lo eri anche allora, no?
-Ero felicissima.
-Lo ricordo.
-E'stato un grosso regalo.
-Stringiti a me tesoro. Io lo sto facendo e ti tengo
stretta, stretta. Ti faccio scricchiolare tutte le ossa e ti
sto baciando.
- Anch'io ti sto baciando ;
-Patrizia, noi abbiamo la gran fortuna di poterci
telefonare. Ci siamo lasciati senza nessun motivo di attrito
fra di noi, ma solo perché gli eventi erano diventati troppo
pesanti. Ci siamo lasciati con il ricordo di un amore
infinto, che ognuno ha dato all'altro e senza togliere
niente l'uno all'altro. Ti voglio dire che ho un ricordo
immenso ed è come se continuassimo a stare insieme.
Patrizia noi abbiamo fatto l'amore tante volte, però è anche
bello il contatto mentale che abbiamo ora. Sembra poco,
invece è bellissimo.
-E' bellissimo!
-E stamattina mi sento pieno di tè.
-Mi gira la testa.
-Hai bevuto troppo?
-Non ho bevuto nulla, è da stamattina che mi gira, ho dei
capogiri.
-Sei incinta.
-Sarebbe proprio...
-Sai che ci pensavo l'altro giorno? Sarebbe
veramente...E' una cosa quasi impossibile.
-Perché, Andrea?
-Perché sono i giorni non molto fecondi.
-Sì, ma in realtà era vicino a giorni fecondi.
-Beh, aspetta, ogino-knaus dice che sono fecondi solo tré
o quattro giorni.
-Sono a rischio dal tredicesimo al diciottesimo giorno.
-Noi stavamo al settimo.
-All'ottavo.
-No, cosa dici. E'incominciato mercoldi, quindi uno due
tré quattro cinque sei, e martedì sette.
-Sì, Andrea, era il settimo giorno.
-Quindi molto improbabile, no?
-Eh, si ma quando c'è la pausa della pillola si è più
fecondi. Comunque non vorrei preoccuparmi di
questo...Niente, io volevo chiederti di avere tutti i tuoi
lavori scientifici che non ho ancora. In qualche modo vorrei
averli.
-Troverò il modo per farlo,Patrizia.
-L'importante è che li abbia, non importa se ora, domani,
se tra una settimana.
-Ma certo. Poi mi auguro di darti l'ultimo chescriverò
presto. Anche se non sarà facile rientrare in forma, però...
-Dovrò ritornare a lavorare in un altro istituto in
facoltà.
-Patrizia a me da un enorme fastidio pensare che tu vada
altrove.
-Anche a me.
-Ma tienimi sempre al corrente di queste cose,eh?
-Non ti preoccupare.
-Senti Patrizia, voglio sapere se quando ti invio
qualcosa per posta qualcun'altro la apre.
-Si, perché?
-Ah, viene aperta?
-Non lo so.
-E'importante, voglio saperlo per il futuro.
-Non lo so. Tu prova a mandare le pubblicazioni, poi
vedrò. O.K.? Ho avuto una brutta sorpresa qui, perché mia
madre ha buttato quel quaderno dove erano le tue lettere.
Non so se le ha scoperte, ma non credo altrimenti me lo
avrebbe detto, sopratutto ora che è finita ,perlomeno lei
crede che sia finita. Ha buttato un sacco di miei quaderni .
In realtà ha buttato tante cose non solo quelli...
-E' stato volontario o no?
-No , è stato involontario, ha buttato anche delle
riviste che avevo qui, ha fatto spazio nel mio cassetto.Mi
sono arrabbiata moltissimo, e ho detto che le mie cose non
deve toccarle...
-Patrizia , ma tu devi farti rispettare di più in casa.
- Ma non l'ha fatto con 1'intenzione...però stamattina
con lei non ho parlato proprio.
-Tu indendi la poesia e la lettera?
-Fortunatamente sono riuscita a salvare il fiore .L'ho
salvato perché, mentre quelle le avevo incollate fra due
pagine del quaderno , il fiore non lo avevo ancora
conservato.
-E cosa altro c'era?
-Tutte le cose che mi avevi scritto , tutte.
- Ho le copie. Patrizia.
-Mi sono portato il fiore a letto.
-Cara! Ho le copie.
-Vorrei averle, mandale fra le pagine delle comunicazioni
in modo che...Ma non ti preoccupare, con calma....Ah,
stanotte ho sognato anche che l'anello non aveva più la
pietra rossa.
-Non e'era più il mio cuore?
-Si, Andrea, c'era una pietra, ma aveva perso quel
colore.
-Molto simbolico, ma tu il mio cuore non l'hai perso,
assolutamente no.
-Non vorrei metterci una pietra su, ecco.
-Nemmeno io, Patrizia.
-Anche una volta all'anno...
-Certo, amore. Non ritengo finita la nostra storia, si è
solamente trasformata .
-Senti, Andrea, è meglio che ora ci lasciamo perché fra
poco torna mia madre e non vorrei che mi trovasse con il
viso ancora sconvolto.
-Va bene, amore. Ci sentiamo quando ci capita, non
fissiamo appuntamenti. Quando uno dei due è...
- Probabilmente rimango sola oggi pomeriggio,ma se tu hai
da fare non ti preoccupare, non c'è problema tanto io sto
qui.
-Tu sai che io ti penso, ricordalo sempre.
-Andrea, ti amo moltissimo.
-Anche io.
-Ciao.
-Ciao.
o
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MessaggioTitolo: Re: IL MAGLIONE BLU dal cap. VIII al XIII fine   Mer Dic 31, 2008 1:54 pm

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Lunedì 27 Aprile 1992
- Pronto?
- Pronto, c'è la signorina Patrizia? Sono Andrea...
- Professore, Patrizia o uscita con mamma e Alberto. Sono
andati dall'oculista Apreo. Sembra che abbia rinunciato a un
convegno per visitare mia sorella, e quindi Patrizia ha
detto: ora vado li e poi, nel pomeriggio, dal professore
Santavolontà. Quello che ha consigliato lei.
- Va da tutti e due gli oculisti?
- Si, perché la madre di Alberto ha detto che Apreo ha
rinunciato al convegno solo per Patrizia.
- Ho capito. Speriamo che non siano troppi due, le pare?
- Lo so, infatti le ho detto di andare direttamente da
Santavolontà. Ma a lei o sembrato di fare una scortesia alla
famiglia di Alberto.
- Non bisognerebbe mai indicarea i medici, ma mi sembra
che di fronte a una cosa tanto seria bisogna andare dal
migliore. Visto che Patrizia mi ha chiesto un consiglio
questo è il nome che mi son sentito di darle.
- Noi la ringraziamo per quello che sta facendo.
- Ma si figuri. Speriamo che non si complichino le cose.
m"H~o S^f;!:3 nonvoleva andare dal professore Apreo, ma la
madre di Alberto l'ha convinta.
- Di fronte alla salute, ad una cosa molto seria, non si
fanno complimenti, comunque speriamo bene. Stasera richiamo
io per avere notizie, auguriamoci buone.
- La ringrazio tanto per l'interessamento.
- Ci mancherebbe. L'altro giorno ho ricevuto la
telefonata di Patrizia che mi ha fatto rabbrividire e subito
mi sono dato da fare. Comunque stia tranquilla
- Pronto?
- Sono io, come è andata oggi?
- Siamo stati da Apreo, ha detto che si erano formati dei
sedimenti sul cristallino,che difficilmente sarebbero andati
via; Invece, poi, Santavolontà ha affermato che questi
sedimenti sono congeniti,ed io mi sono ricordata che già
cinque anni fa un altro oculista mi disse che avevo una
macchia sul cristallino che non comportava niente, ne per la
vista ne per l'occhio.
- Ecco la differenza.
- Anche mamma se ne è ricordata, e pure Alberto.
- Va bene.
- Santavolontà mi ha detto di ritornare tra una
settimana, dopo aver fatto questa cura.
- Quindi tutto è sotto il controllo di Santavolontà che.
pur sostenendo che si tratta di una cosa seria, ha fugato
gli estremi allarmismi e la diagnosi di Apreo, questo è
importante. Allora, se è possibile, domattina ci sentiamo un
pò. u. i\. '
- Va bene.
- Allora aspetto una sua telefonata.
- La ringrazio. .
- Bye bye, e auguri per tutto. Mi fa piacere che si è
tranquillizzata abbastanza, no?
- Si, si, perché addirittura questo Apreo ha insomma...
- Aveva fatto la cosa molto più drammatica.
- Si, l'aveva gonfiata . Però Santavolontà è stato
abbastanza...
- E' un grande oculista. Quanti anni avrà?
- E' un vecchietto, una settantina.
- Ma è sempre un maestro.
- Ha detto: quelli sono passati tutti per le mie mani.
- Tutti suoi ex allievi. o
- La settimana prossima ci sarà anche il figlio di
Santavolontà. E lui ha aggiunto che avrei potuto chiamare
sempre.
- Patrizia, si sente più tranquilla?
- Eh, insomma, si. Ha detto comunque che è una malattia
molto fastidiosa, che i tempi sono molto lunghi.
- Ma si può uscire? . .
- Meglio che rimango in casa, almeno nei prossimi quattro
giorni.
- O.K. Allora ci sentiamo domani.
- Eh, va bene.
- Auguri.
- Grazie, la ringrazio molto, buonanotte.
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MessaggioTitolo: Re: IL MAGLIONE BLU dal cap. VIII al XIII fine   Mer Dic 31, 2008 1:56 pm

XI
Mercoledì 27 maggio 1992
-Si?
- Come va. Patrizia?
-Eh , insomma.
-Dormito? Non ti fa più male l'occhio? è passato?
-No, non mi fa tanto male, poi ho dormito.
-Ieri sera prendesti 1'antiffiammatorio più forte.
-No.
-E sei stata bene lo stesso.
-Non l'ho preso più , mica dovevo prenderlo.
-No, eri incerta se prenderlo o no, ti ricordi?
-Poi non l'ho preso.
- Lo sai che ho fatto la nottata per il 740 perché ieri
sera il commercialista ed io ci siamo scambiati un mucchi
di telefonate? Ti ricordi il fax che è arrivato? Non si
capiva nulla e allora me ne hanno mandato un altro, all'una
e dieci di notte, ed io alle quattro mi sono svegliato, mi
sono vestito e son venuto all'istituto. L'ho trovato e mi
sono immerso per capire qualche cosa, perché, secondo me,
avevano sbagliato. Infatti c'erano due o tré errori. Ho
finito alle sei e ho scritto una lettera di precisazioni.
L'avrei voluta inviare per fax,ma chissà perché il mio
commercialista lo tiene spento di notte.Sono tornato alle
nove e quasai tutta la mattina è trascorsa per metter riparo
agli errori del professionista. Nel frattempo è' venuta la
signorina nuova ,che mi ha portato un decente lavoro che le
avevo incaricato di svolgere. Sai,quella ricerca sulle
scuole. Poi ha telefonato il collega Ippoliti che voleva
parlarmi, ma ho detto che ero stanco. E tu?
-Sono intontita.
-Perché?
- Mi sono svegliata ora.
-Quanto tempo hai dormito?
-Un paio d'ore.
-Non c'è male , ma stanotte hai dormito bene?
-SI,ho dormito bene, non ho fatto la dichiarazione dei
redditi.
- I fiscalisti sono gente strana. Stamattina mi sono
incavolato perché non posso passare la notte lavorando
tanto è vero che ora sono frastornato e questa mattina davo
i numeri.Alla povera ragazza nuova,con la quale ho potuto
parlare solo verso le undici, ho fatto una testa cosi,tanto
che, alla fine, girava anche a lei. Si vedeva che
boccheggiava, però per poco non si sprofondava lo stesso in
grandi inchini davanti alla mia magnificenza, o no? Sto
scherzando.
-Ci vuole molta pazienza.
-Con me?
-In genere.
-E tu,Patrizia,che fai? hai pazienza con me?
-Si. Spero che martedì sia l'ultima iniezione che mi
fanno nell'occhio.
-Dal mese prossimo ritornerai a piena e perfetta vita,
rimessa in sesto stupendamente.
-Rimessa in settimo.
-Quale impressione avesti ieri del bellissimo ordine
che hai trovato qui. Patrizia?
-Eh, un po' asettico.
-Non ti è piaciuto?
un pò0" 10 so )penso che ^"ando metterai i quadri migliorerà
^Preferivi la confusione di prima? c'era più calorS
-Ma l'ordine ed il calore non sempre si sposano.
-Andrea,non è vero.
vi,,10 non- trovooElil disordine che fa il calore perché è
vissuto,hai capito?
-Dipende dal disordine , il caos non è calore.
nonm^0"""3 "on/i é piaciuto nulla ^P" "" o"ese e mezzo che
non mettevi piede qui?
.Non é vero .Non lo so .Forse quelle luci troppo
forti,forse col la luce diffusa del lume é un'altra cosa.
oo." ?'? perché non l'abbiamo spento il lampadario e
acceso il lume Avrei dovuto pensarci io ,é giusto,ma ero un
po' confuso,eh? E" lo choc di...
portai03' hai incominciato a leggere il libro che ti ho
St^Ci"8 ho avutoil tempo,l'ho sfogliato solo un attimo.
Ìt^l o ovevo fare un mucchio di cose, ma il lavoro
^a"0 ml harovlnato la giornata. Faccio sempre queste
scemenze io,ne faccio molte?
-No, ma chi non ne fa?
-Tu,Patrizia.
-Magari.
-Ti mantieni sempre molto abbottonata tu,come ieri. Ci ho
messo quattro ore per convincerti. Questa é la nuova verÌtà
1" mL, ama a ^^avolontà ha detto che era andato a fare
^gno^rapL^18- Gli ho risposto che io stavo facendo la
-Stai continuando, Patrizia?
-Però sto mangiando cose meno ingrassanti
-Come sei vestita?
-Ricordi quel pantaloncino a righe?
-Il famoso e strettissimo?
-Indosso quello.
-Brava!
vergogne0"0 a casa f"ia'e ho una camicia a ri9he che copre le
-Perché,sia pure a casa, metti quei pantaloncini?
sarei0 ve0^0^6 e li ho messi tipo ^±ama 'fra poco mi
sarei vestita,mica esco così.
-Sei capace di farlo.
-Sei pazzo? Sono diventata talmente una bomba.
-Una bombina . Va bene,Patrizia,ti saluto.
-Sei arrabbiato?
snel?0!"^0^7 ^er ieri quando mi hai ^^ato strano e
^el ' i Piacevo più? Per Sonia con la quale ,
r°n?n sal' c.ose da molti giorni vanno ma^ Per un
vÌcend^Bsoni.:1 vec.chi attriti ^^^ alla nostra
vicenda? Soma é una donna per molti versi splendida,ma che
oi
non riesce a controllare un carattere che va peggiorando.
-E questa nuova collaboratrice?
-Non lo so, Patrizia, non ha avuto ancora modo di
esprimersi anche se ha fatto una prima buona inchiestina
presentata molto ordinatamente.Va bene,ti saluto.
-Hai da fare molto?
-No,penso che tu non vuoi trattenerti ancora a
telefono.Puoi? se puoi...
-Fra poco mamma ha finito e viene qui.
-Vedi, Patrizia? io lo so.
-Cosa e'é,Patrizia?
-Niente.
-Ti annoio?
-No.
-O.K.,ciao Patrizietta bellina,sei proprio bellina tu
...Sembravi un estranea ieri.
-Ero svampita.
-Eri strana,molto. Eri piombata in un altro mondo che ti
ha meravigliato.,E' vero? E' così?
-Non lo so ,boh.
-Tantevvero che ti sei nascosto tutto.
-Tutto nascosto, e ce ne vuole.
-Ciao Patrizia.
-Ti auguro un buon pomeriggio.
-Anche io a tè.
-O.K. ,Andrea.
-Ciao,quando mi vuoi mi chiami tu .capito?
-Va bene.
-Io non ti chiamo più.
-Perché,Andrea?
-Perché preferisco che mi chiami tu.
-Va bene.
-O.K.?
-O.K.!
-Cosa c'è .Patrizia?
-Niente.
-Cosa'hai?
-Niente.
-Come niente,Patrizia?
-Io non ho niente.
-Ed io nemmeno.
-E allora?
-Ciao.
-Ciao.
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MessaggioTitolo: Re: IL MAGLIONE BLU dal cap. VIII al XIII fine   Mer Dic 31, 2008 1:58 pm

XII
Martedì 21 luglio 1992
-Si?
-Ciao,Patrizia.
-Ciao.
-Ti volevo ringraziare.
-Per cosa?
-Perché sei stata molto gentile
-Sei stata gentile,Patrizia.
-Ho solo cinque minuti perché fra poco arrivano i
colleghi. Ti volevo solamente ringraziare.
-Per cosa?
-Non mi dire che non immagini.Sto ancora aspettando la
tua telefonata.
-Ciao.
-Ciao.
-Perché non abbassi?
-... Cosi.
-Patrizia, perché non dici chiaramente che non gradisci
di essere telefonata o di telefonare? Perché rimani sempre
in queste incertezze?
-Non ho avuto tempo e non ne ho avuto il modo.
-Strano.
-E'così,Andrea.
-Ne prendo atto..,I miei omaggi, ciao.
-Ciao.


-Pronto?
-Pronto,Andrea.
-Sì?
-Ciao.
-Come va,Patrizia?
-Ti volevo ringraziare per la telefonata di ieri.
-Sii?
-Sì!
-Ed io ti ringrazio perché tu mi ringrazi,Patrizia,e poi?
-Poi niente ,Andrea,mi prendi sempre in contropiede.
-Perché?
-Perché è così.
-Senti Patrizia,cerchiamo di chiarirci un po' le idee.Tu
sei molto strana perché...
-Aspetta un attimo,no,dici dici.
-Sei strana perché io e tè abbiamo avuto un rapporto che
è stato buono a quanto pare,no?
-Si.
-Siamo stati bene insieme ,abbiamo fatto l'amore .siamo
stati bene sia fuori che dentro il letto .A un certo momento
abbiamo interotto per i motivi che sai e per tua
preoccupazione...
-Andrea, tu hai voluto chiudere per Sonia.
-Certo...poi le cose sono rimaste in un limbo strano di
un sì,di un no, e sono andate avanti fino all'altro
giorno...
- Non è così.
-Allora chiarisci.
-Devi essere sincero con tè stesso perché nel momento in
cui tu mi dici di tornare da tè, io ti rispondo che non
vorrei si ricominciasse tutto daccapo, perché ho altri
programmi per la mia vita.Allora tu affermi che possiamo
rimanere amici...
-No,non siamo rimasti in questi termini ,sono stati
ampiamente superati,Patrizia.
-Noo. Ti dissi di avere altri programmi per il mio futuro
e tu rispondesti : va bene, mi fa piacere, tante belle cose,
ricordati che se vuoi una mano io sono qui.Poi mi telefoni
il giorno dopo e fai finta di non aver ascoltato nulla da me
e mi chiedi: vuoi ritornare? Non lo so, non so se sono io
strana o sei tu che vuoi...non lo so, capito?Per questo
vorrei che tu fossi sincero anche con me e mi dicessi cosa
vuoi veramente. Se desideri di essere davvero mio amico, o
se vuoi essere per forza qualcosa di più.Capito?
-Guarda,Patrizia, che il rapporto fra noi l'ho chiuso io
ad aprile e tu mi hai telefonato in continuazione.Solo
così,e principalmente per i nuovi dissapori con Sonia,è
ricominciato anche se ci siamo visti una sola volta .Poi mi
dici che hai nuovi programmi, e questo è molto bello.Ti ho
già detto che hai un ego sviluppatissimo .Bada bene che per
ego intendo egoismo. Guarda che un rapporto è tenuto in
piedi come minimo da due persone e tu sei entrata come un
temporale nella mia vita . Improvvisamente mi dici che hai
altri programmi quando eravamo rimasti d'accordo che
avremmo continuato a vederci,tant'è vero che tu volevi
venire qui giorni fa.
-Solo per salutarti e basta.
-Patrizia,sai che sei davvero strana?
-Non io, scusami.Non lo so, mi sembra d'impazzire
perché...
-A te?A me sembra d'impazzire.
-Andrea,allora perché mi chiedi che cosa intendo fare e
quando intendo tornare?
-Perché queste erano le nostre intese,ripetute più
volte.
-Sì, più volte, perché me lo chiedevi come se io non ti
avessi mai risposto.
-E cosa mi hai risposto?
-Ti ho detto che preferivo non riprendere.
-E' vero. Ma non hai mai affermato chiaro e tondo che non
ti interesso più.Mi hai soltanto detto che non volevi
venire perché temevi che si sviluppassero ulteriori
complicazioni da parte della mia e della tua famiglia. Ecco
l'equivoco . Se tu fossi una persona chiara e sincera
diresti: caro mio non ti voglio vedere più,non mi sta più
bene nulla della nostra storia. Non che hai nuovi progetti
di lavoro, perché non c'entra un cavolo con noi.
-Progetti di vita,capisci,Andrea?
-Ah, ecco.
-Proprio la mia vita,di come vorrei vivere da adesso in
poi.Non è che non mi interessi più, che non ti sopporto
più.Non è questo,hai capito? E'che le nostre strade si
dividono. Si sono incontrate ed è stato bellissimo,guarda è
stato bellissimo, di questo non dubiterò mai! Però,ecco,mi
telefoni una volta e mi dici: va bene quando vogliamo
sentirci ci sentiamo. Poi mi richiami il giorno dopo come se
nulla fosse accaduto.
Sono sempre più ' meravigliato di quello che
dici,Patrizia.
-Perché?
-Perché tu dici: le nostre strade si dividono. Perché
.Patrizia?
-Perché è meglio cosi.
-Perché?
-Perché non lo so.Perché non potrà essere come prima.
-Perché?
-Perché io non mi sento più.
-Perché non ti senti più?
-Non lo so. Perché vorrei vivere tranquilla. Vorrei
essere tranquilla davvero,e con tè non v'é tranquillità.
-Ma è stato sempre cosi.
-Si,lo so ,ma non credevo fino a questo punto.Ad esempio,
lunedì ho incontrato Sonia. Ero con mia madre ed ho fatto
finta di niente però per un pelo non mi ha fermata.
-Ma non l'ha fatto.Non credo che la interessi a quel
punto.I nostri sono altri problemi d•incomprensione,se fosse
solo per tè avrei fatto come ad aprile,avrei smesso.
-Mi sembrava che mi volesse ammazzare.
-Non dire sciocchezze. Ti ho detto che entri in minima
parte nei miei rapporti con Sonia.
-Non lo so. E' come una cosa che viene saldata, ma c'è il
rischio che si spezzi sempre, capisci? Non lo so, io vorrei
essere molto più tranquilla. Non mi sento ,é come se fosse
una frittata riscaldata.Una cosa vorrei sapere.Quando mi
dici che vorresti rimanere mio amico sei sincero?
-Lo ero fino a quando non mi sono accorto che amico con
tè probabilmente non si può essere perché gli amici sono un
po' più generosi, un po' meno egoisti...
-Aspetta,aspetta,aspetta...
-...anzi amico è molto di più...
-Aspetta un attimo,ma l'amico che cosa è? Si è generosi
in che senso,dimmi?
-Me lo devi dire tu.
-E no,e no!
-Patrizia, tu continui a turbarmi perché...
-Sei anche tu che lo fai.
-Patrizia, tu hai ripreso a telefonarmi,non io! Un
giorno ero con Sonia a far pace e tu sei piombata
improvviamente con una telefonata.E l'hai fatto tré volte,
non una, quindi sei tu che turbi me e la mia vita.
-Ma è tanto tempo fa.
-Sì,ma quando avevamo già chiuso la nostra storia.L'hai
fatto il giorno dopo e il giorno stesso e poi ancora e
ancora. Quindi tu fai le cose quando ti fanno comodo e
piacere e non tè ne frega nulla di quello che succede
ali altra persona sia che la vuoi considerare amico o
amante.
-Andrea,tu dici che se anche ti volessi considerare amico
sono comunque egoista?
-Certamente,perché non t'importa niente di quello che mi
succede. Credo di averti fatto cinquanta telefonate per
sapere come stai senza contare il periodo della tua
malattia. E tu? All'anima dell'amica! Mi chiamavi solo per
dirmi di tè, e non sai assolutamente quello che mi è
successo. Pensi solamente ai comodacci tuoi perché ora a tè
fa comodo cosi. Forse hai recuperato tutte quelle
soddisfazioni, che prima trovavi solo con me. Le hai
riscoperte al di fuori del nostro rapporto e tè ne infischi
di me, e fai il tuo bei progetto di vita. Però sei strana,
perché ti telefono sabato pomeriggio e sei gentile ed
affettuosa e parli anche di rivederci...
-Non è vero, perché tu sabato pomeriggio mi hai chiesto
se avevo intenzione di ritornare ed io ho.detto di no...
-No, Patrizia, non mi hai detto di no, altrimenti non ti
avrei telefonato domenica. E' tanto vero quello che dico che
prima di chiamarti ho pensato a quando ci saremmo potuti
rivedere.
-Se io ti avessi detto: guarda, è meglio che non ci
vediamo più, che non vengo più...
-Ma tu non mi devi accampare motivi di lavoro o di
programmazione, devi dire, papale papale, molto chiaramente
e molto semplicemente: sai, Andrea, prima stavo molto bene
con tè, ora non mi va più e quindi mi dispiace non ci
vediamo più. Questo si fa, non si dice: sai, mamma non mi fa •t
venire perché non considera conveniente...
-Aspetta, Andrea, quando venni quella volta e poi non
son ritornata più,ti ho detto il perché: non mi sentivo a
mio agio, capisci? Come è avvenuto quella volta potrà
riaccadere, capisci? Non puoi dire che non sia cambiato
niente.
-Ma non lo puoi sapere se non provi altre volte. Se tu
fossi altrettanto sicura in tutte le tue cose dovresti
essere coerente in ogni altro tuo rapporto,invece non lo
sei. In altri tuoi rapporti spesso non ti sei trovata più a
tuo agio e mica li hai chiusi...
- Perché c'era la volontà di non chiuderli.
- Invece qui e'è la volontà di chiudere?
- No, di volerli trasformare.
- Patrizia nella tua vita manca sempre la coerenza e la
chiarezza. La verità è questa. Ancora sabato e domenica
lasciavi pensare di voler riprendere Tutt'interi i nostri
vecchi rapporti.
-Ma si. Insomma chiaramente, Andrea, tu vuoi essere mio
amico? Questo vorrei sapere.
-No! Non ti sento un'amica. Non sei nemmeno un'amica.
Perché mi racconti solo fatti tuoi personali e familiari e
di me tè ne infischi.
-Hai ragione.
-Questo come si chiama?
-Egoismo, Andrea.
-E posso essere amico di una persona cosi? L'amicizia
tutto può essere tranne che egoista. Forse l'amore può
esserlo, ma l'amicizia no.
-Andrea, secondo tè ci può essere amicizia quando io
penso che tu vorresti altro da me? Se io ti dico non me la
sento di venire e di ricominciare.... non è la prima volta
che ti faccio questo discorso.
-Si, anche io, ma tu l'hai sempre superato. Anch'io, in
tempi ormai lontanissimi, ti feci il discorso dell amicizia
ma tu non l'hai nemmeno preso in considerazione. Invece mi
hai forzato e mi hai, fra virgolette, sedotto nuovamente.
Perché non posso farlo io con tè?
-Si ma stai parlando di un momento diverso.
-Per me non è diverso, Patrizia. Guardi le cose sempre e
solo dal tuo punto di vista. Ti sei mai chiesta cosa ho
provato in questi tré mesi nei quali ci siamo incontrati
una sola volta? Tè lo sei mai chiesto?
-Si, l'ho fatto.
-E allora?
-A tè non l'ho detto perché non volevo toccarlo questo
argomento, capisci?
-Patrizia, all'inizio del nostro rapporto e per circa un
mese io non mi sono interessato molto a tè, ma tu hai
avuto tutta la possibilità di vedermi e di farmi
innammorare. Perché io ora non potrei fare lo stesso con tè?
-Ossia? ,,.... .i •
-La possibilità di farti ritrovare tutto 1 interesse di
prima per me.
-Ho capito.
-Premesso che non violento nessuno...
-Ti dovrei dare l'opportunità di...
-Certo, visto che io tè l'ho data. Perché quando a me non
andava avere complicazioni, che poi sono arrivate tutte
dalla a alla z, io non ti ho detto: non ci sto. Invece ti ho
dato la possibilità di giocare al meglio le tue carte...
-Sì, però aspetta, Andrea. Perché mi hai dato la
possibilità? Perché volevi toglierti dai pasticci, o perché
pensavi in quel momento che ero troppo piccola per tè?
Perché non ero ancora innammorato di tè, e perché
vedevo le cose complicarsi.
-Anche quando non eri innammorato di me mi chiedevi certe
cose. In fondo tu mi hai attirato a tè. Sei stato tu!
-Io? . - .
-Si, Andrea. Anche se poi volevi allontanarmi, in fondo
non l'hai mai fatto seriamente.
-In aprile si, quando Sonia aveva saputo di noi e
soffriva, l'ho fatto molto seriamente. Tu, invece, fino ad
ora non hai tentato mai di rompere definitivamente. Non
l'hai fatto ancora,forse lo stai facendo questa mattina, ma
non l'hai fatto. Il problema è questo... ^
-Ma perché io sono, non lo so.
-Cosa sei, fammi capire. Patrizia. ^ •i f
-Non lo so, io non so prendere decisioni, questo è il
punto.
-Invece mi sembra che le sai prendere.
-Forse non so comunicarle.
-Vedi, Patrizia, credo che ora sai che hai profondamente
torto. Sono convinto che quel tanto di sincerità e di
onestà che hai dentro di tè fa si che finalmente comprendi
che hai torto e che non è cosi che si agisce. Tu hai avuto
alcune storie d'amore e non credo che le hai interrotte in
questo modo , perché cosi non si sa se sono finite o no.
-In realtà non è vero, perché, per esempio, anche con
Mario avemmo quella...
-Ah, non lo so, avrai incontrato dei santi. Comunque non
mi interessa. La nostra realtà è che...
( CONTINUA)
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MessaggioTitolo: Re: IL MAGLIONE BLU dal cap. VIII al XIII fine   Mer Dic 31, 2008 2:01 pm

-Viviamo sempre nell'ambiguità.
-Si sei tu che lo fai. Quando , ad aprile, ti dissi con
decisione che volevo chiudere la nostra stona, non hai
contestato, ma tè ne andasti piangendo. Poi mi telefonasti
il pomeriggio e il giorno dopo ti sciogliesti in un lungo
DÌan?o. Fui io che ti consolai e ti tenni buonaaltnmenti
saresti ritornata. Quello sarebbe stato il momento giusto
per chiudere definitivamente, no? Allora avresti potuto
parlare di amicizia.
-Ero sconvolta, Andrea, e non dire un lungo pianto come
se mi prendessi in giro, perché era sincero.
-Lo so, a maggior ragione...Se poi, dopo, rapidamente ti
sei disinnammorata di me, non dovevi tornare in quel giorno
di maggio
- Andrea, sono tornata perché volevo vedere
cosa avrei provato. .
-E tu per una mezza volta che vedi cosa provi, quando
ancora sei shoccata dalla malattia all'occhio...
-E' un'impressione, Andrea.
-Senti, Patrizia, quando a fine gennaio andasti a
confessare ad Alberto una parte dei nostri rapporti e poi
ritornasti qui, mi dicesti la stessa cosa. Il primo giorno
eri sconcertata, poi, dopo due tré volte, eri più
innammorata e passionale di prima. Quindi la tua impressione
di maggio non fa testo perché c'è quel precedente. In ogni
caso se il nostro ultimo incontro ti ha dato sensazioni
negative, i giorni successivi avresti dovuto dirmi: caro
Andrea, prendila come vuoi, però purtroppo è successo che io
non sento più niente per tè, e tuffai più potremmo rimanere
amici. Avremmo magari potuto discuterne e poi sarebbe
finito. Invece non l'hai fatto,e mi hai detto: ma sai ti ho
visto cosi, poi stavo anche male, l'occhio non lo aprivo
bene, eccetera. Forse l'hai fatto per mitigare il colpo, ma
non è giusto agire cosi perché fai più male dopo.
-Quando mi dicesti di ritornare...
-Patrizia, fatti un esame di coscienza, guardati nello
specchio...
- Non sto dicendo che ho ragione.
-E allora? Cosa ti ho pregato di fare giorni fa :
telefona perché ne parliamo un attimo. Ma tu tè ne
infischi...
-Mia madre è stata qui... .
-Senti, quando faceva comodo a tè schizzavi fuori di
casa in ogni momento e mi facevi cento telefonate. Fino a
due giorni fa non avevi ancora le idee chiare?
-Andrea, non è questo, non è che non abbia le idee
chiare, è non averle su come esporre una cosa .E'diverso.
-C'è poco da esporre. O è, o non è!
-Non ho il dono di parlare a ruota libera. Mi chiudo, mi
blocco. Oggi, pur di telefonarti, non sono andata da
Santavolontà per una visita di controllo...
-Patrizia, è il minimo che potevi fare. Quando ti faceva
comodo mi hai chiamato anche da casa di Alberto. Tu
dimentichi una cosa fondamentale, che stai continuando a
giocare con i miei sentimenti. E' assurda questa tua paura
di ritornare qualche volta da me ! Eppoi mi raccontasti di
aver dovuto subire le effusioni di Alberto, quelle poche
volte che si decideva a fare l'amore. E' vero o no?
Potresti subire anche qui.
-E perché? ne avresti piacere?
-Non lo so. Non so se ha fatto piacere ad Alberto. Oppure
sai tanto brava da non fartene accorgerò? Scusa, divento
cafone, ma vengono facili questi paralleli. O
improvvisamente provi repulsione per me? Mi sembrerebbe
strano se solo ricordo i tuoi urli di piacere. Con me ti
sei trovata bene in tutti i sensi, allora mi sembra
improbabile questo tuo timore. Non ci provi più gusto? Ma
anche con Alberto, a quanto mi raccontavi. Quindi hai
subito. Allora che ragionamento è il tuo? Sono del parere
che le cose quando son finite son finite, però è strano che
non ti comporti nello stesso modo. Patrizia, tu ed io siamo
esseri umani che si sono incontrati, e in qualche modo
sono rimasti coinvolti, ma uno dei due ti ha dimostrato,
anche quando non usufruiva delle grazie del tuo corpo, di
volerti bene lo stesso perché me ne sono stato buono buono
per mesi a pensare solo a darti quell'assistenza morale che
mi era consentita. Ora basta , no?
-Un momento, c'è mamma.
-Ma fagliele ascoltare queste cose a tua madre perché
le posso dire al mondo intero. E tu vuoi chiudere la nostra
storia per quell'unico giorno che non ti son piaciuto
durante qualche ora di ansia e di angoscia? Dopo tutto
quello che c'è stato? Sei quantomeno estremamente
superficiale! Non credere che tu ogni volta mi sei
piaciuta, ma non significa nulla, perché non è successo più
volte di seguito. Improvvisamente mi hai visto una volta
dopo un mese, e non ti piaccio più e stabilisci che il
discorso è finito. Mi sembra strano, no? Non posso bermi una
cosa di questo genere perché saresti di una leggerezza
spaventosa. Hai avuto un rapporto intensissimo con me per
cinque mesi, eppoi, improvvisamente, per mezza volta...Ciò
nonostante continui con tonnellate di telefonate. E"
pazzesco! Torna a vedermi per altre dieci volte, e se
l'immagine rimane cosi, a quel punto avrai ragione tu.
-Certo, Andrea, non bisogna prendere l'impressione di una
volta per legge.
-Appunto, però, se quella sensazione dovesse continuare e
si creasse un vero e proprio fastidio fisico, allora si che
hai ragione. Ma io sono portato a credere che ora sei in
preda ai pentimenti. Ti sarai ritrovata tanto bene con il
signore invertebrato "che hai vicino, che pensi di esserti
riorganizzata e quindi vuoi eliminare me, senza
infischiartene minimamente dei miei sentimenti.
- Patrizia quando ci si infila in queste storie con un
uomo che è già accasato si va incontro a guai. Quando ci si
incontra e ci si telefona tutti i giorni e ci si mantiene
sempre in contatto, si va incontro a guai. Quante volte ti
ho detto: cerchiamo di vederci soltanto qui e poi fuori non
ci interessiamo più l'uno dell'altro? Ma tu continuamente a
dire che volevi sentirmi sempre. Quando ci si coinvolge
completamente, non si può d'improvviso...
-Ci ho ripensato.
-Solo una repulsione fisica non si può superare. Se ti è
venuta, allora me lo fai sapere ed il discorso è diverso
Però tu hai provato delle cose del genere e poi hai fatto
l'amore. L'hai fatto con l'altro, con sforzo e subendo. Se è
vero, debbo pensare^che hai uno stomaco forte. Allora non
vedo perché con me non deve funzionare. Ovviamente traggo
le conseguenze di quello che mi racconti. Se poi mi dici
fesserie è un altro discorso. Quindi volevi una telefonata
di chiarificazione, la stiamo avendo.
-E anche di decisioni, no, Andrea?
-Ah, si.
-Non lo so, io non so se me la sento di venire...In
questo momento no...poi magari se ti dico che non vengo tu
mi attacchi il telefono in faccia. Dici: va bene, allora non
ci sentiamo più. Se io poi ti chiamo per sapere come stai,
allora ti riaccendo la fiamma. Quindi non mi devo
interessare. Non lo so che cosa fare.
-Patrizia, se non lo sai tu , come faccio a saperlo io?
-Se devo seguire l'istinto, in questo momento non me la
sento di venire. Se poi mi va di chiamarti, non so se tu mi
consenti di farlo.
-Se io dovessi seguire i miei istinti, farei cose molto
terribili. Ognuno di noi se dovesse farlo, diventerebbe un
tipo animalesco...
-Andrea, non si tratta d'istinti animaleschi, ma di un
affetto, capisci? Se io vengo da tè non disposta, non ben
disposta, preferisco non venire. Magari può darsi che vengo,
ci mettiamo a chiacchierare, mi fa anche piacere
di...capisci? Non lo so dire...
-Come sei labile! Come fa a finire cosi?
-Non lo so. Sarà che forse evidentemente, boh. Sono
troppo giovane...
-Ah ti mascheri troppo dietro la tua età. Tu proprio non
sei giovane. Se e'è una che non è giovane sei tu. Già ne
abbiamo parlato. Sono molto più giovane io. Gioventù
signifaca anche e principalmente coraggio.
-Non mi va di pensare.
-Sei una vecchina. Sei giovane solo di carne, ma di testa
no. . .
-Sono arteriosclerotica...
-Cosa c'entra? Evidentemente non sai cos'è la gioventù.
Quando ti mascheri dietro la gioventù, lo fai solo per dire
che sei un'immatura, una bambina. Ma a ventiquattro anni
non è cosi. Forse a tredici a quattordici si. Invece proprio
a quella età hai dimostrato di essere tanto matura...me
1' hai raccontato, no? Quindi non dire sciocchezze. Non
provocarmi perché mi fai dire altre cose. Sei stata
precocemente matura per alcuni versi. Non credo che la testa
non sia cresciuta parallelamente. Sei egoista, ma proprio
giovane nel senso di immatura no.
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Bruno
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MessaggioTitolo: Re: IL MAGLIONE BLU dal cap. VIII al XIII fine   Mer Dic 31, 2008 2:01 pm

-Evidentemente desiderei essere giovane per scrollarmi di
dosso tutte queste responsabilità.
-Ma le responsabilità tè le sei andate a cercare tu,
Patrizia, allora cosa vuoi? Sei tu che le hai create
nessuno t'ha cercato.
-Si, lo so.
-Hai anche reiterato. Il giorno che tu hai parlato con
Alberto e poi sei tornata qui a febbraio,sei andata proprio
al massimo della responsabilità, no? Allora cosa vuoi-? E"
stata una decisione tua, sai? Non ti potevo mica costringere
a farlo. Si, a me faceva piacere, ma faceva piacere anche a
tè. Se c'era un'occasione di rottura da parte tua, era
proprio quella, una vera logica rottura. Dopo la storia è
diventata ancora più impegnata, no? Quando ci sono stati i
problemi dalla mia parte avresti dovuto dirmi: Andrea, non
stare con me perché io sono una scombinata e...
-Io tè l'ho detto...
-No, Patrizia, no! Devi vedere come l'hai detto. Alla mia
età, ne ho conosciute di persone, ma, ti assicuro, è
difficile conoscerne una come tè, come ora finalmente ti
mostri. Io ho già analizzato il perché del tuo attuale
comportamento e della tua ultima decisione. Credi di aver
trovato nuovamente una stabilità. Hai l'invertebrato vicino
a tè e tè lo giochi come vuoi, ti fa più comodo, ma non è un
discorso valido. Ti ho detto più volte che vedo il futuro
della tua vita nero. Si, tu hai scombussolato la mia vita
senza infischiatene del dopo, ma stai anche sempre più
distruggendo la tua vita futura. Patrizia non si possono
calpestare le altre persone. Non pensi che io posso sentire
una specie di dovere sociale? Sai, se c'è una mina vagante,
in fondo, i cittadini hanno il dovere di mettere in guardia,
perché son pericoli seri. Gli infarti possono venire anche
per questo, sai?'Credo proprio che il cittadino ha il dovere
di fare qualcosa, o no?
-Ma io non...
-Chi è a conoscenza di un reato o di un pericolo deve
avvisare.
-Andrea, non credo di essere un pericolo.
-Sei un pericolo, un'affascinante mina vagante.
-No.
-Eppoi sei mal contornata. Sono assurdità le cose che ti
vengono dette. E tu non reagisci, non li metti in riga.
Anche quando ti dicono cose che investono me di cui, in un
tempo non lontano, ti sei dichiarata innammoratissima.
Oppure condividi?
-No, no, assolutamente.
-Mi hai tolto anche sei mesi di lavoro. Non li rimpiango
perché ho avuto tante altre cose di cui sono stato felice,
ma mi hai creato una serie di problemi che Dio solo sa. Poi
tè ne esci dicendo: non lo so, sono venuta mezza volta, ti
ho trovato cosi, ho programmato questo. Programmi a lunga
scadenza come se la vita durasse mille anni, ma non è cosi.
-Andrea, io vorrei, e questo lo so, non pensare
trascinarmi...
-Ma è comodo per tutti vivere cosi, però non bisogna
disturbare gli altri. Se uno non vuole pensare, non deve
disturbare , non si esibisce come hai fatto tu. Patrizia,
capito? Bisogna essere più coerenti, non si ha il diritto di
turbare gli altri. Non vuoi pensare e poi vai a sconvolgere
uno che la sua vita c'è l'ha, più o meno, organizzata. Non
si fa, perché poi non ti puoi rifiutare di pensare. Se io
andassi a fare gli incantamenti, ammesso che ne sia capace,
a una ragazza o a una donna, ne assumerei tutte le
responsabilità, non la posso piantare li improvvisamente.
Non vedo perché tu lo possa fare. Oppure mi dici: io non ti
ho mai amato, mi faceva comodo, mi faceva piacere, avevo
altri obbiettivi. Ma tu mi hai detto ben altro e in momenti
di grande sincerità. Poi ti tiri dietro in questo modo
strano. Dici che stai con Alberto che lo sopporti appena,
che lo consideri un figlio o un vecchio amico con il quale
passi interi pomeriggi a vedere uggiosi programmi televisivi
registrati. Sei totalmente incoerente. Dici anche: sto male
con la mia famiglia. Eppoi mamma diventa l'oracolo di Delfo
e il suo giudizio su tutto è perfetto. Ti trinceri dietro
agli altri. Poi vuoi che da parte mia ci sia una purezza di
pensieri, una costanza, una coerenza di sentimenti, mentre
tu puoi dire tutte le cretinate che vuoi, le cattiverie che
vuoi, fregandotene altamente di me. Ora a luglio sei andata
a mare in Calabria. Ti sei divertita, me ne hai anche
raccontato alcuni particolari lasciando intendere che il
rapporto rimanesse sempre lo stesso e invece il giorno dopo
tè ne esci: no, non voglio venire più. Che significa questo?
Adesso, dopo questa bella discussione, continui a dire io
non me la sento di venire. Ma tu sei padronissima di farlo,
però devi dire: non ti amo più, forse non ti ho mai amato,
non mi interessi più, perché non provo più attrazione fisica
per tè. Oppure: ho fatto i miei calcoli, mi conviene
abbrancarmi all'invertebrato il quale in qualche modo mi
sposerà. A questo punto va bene, perlomeno è coerente.
Allora io dico: che bella persona ho incontrato. E basta.
Poi, naturalmente, prendo io le mie decisioni. Invece ti
mantieni sempre nel vago, e questo è sbagliato. Prendi una
posizione decisa, anche di mandarmi a quel paese. Sbattimi
il telefono in faccia, se vuoi. Fallo! Cosi ognuno è libero
di agire come vuole. Ma non puoi comportarti come hai fatto
fin ora. Allora, arriviamo alle conclusioni?
-...Io non ti amo più.
-Bene, e perché? debbo chiederti perché.
-Perché ... non lo so. Perché...non sopporto più, non lo
so...Non ti amo più, perché, boh...Non mi...Non lo
so...Siamo troppo lontani, forse lo eravamo anche prima
quando mi facevi quelle ramanzine, anche se le scatenavo
io. Però...cioè, forse allora mi dovevo convincere che non
eravamo fatti l'uno per l'altra, perché cozzavamo sempre,
no?
-Su che cosa. Patrizia?
-Su tante cose.
-Quali?
-Il fatto che magari io ero convinta di certe cose che mi
avevano messe in testa e che tu mi dovevi sempre...
-Quali? parla fuori dei termini.
-Tipo il fatto di Cuba, della medicina a Cuba.
-E uno chiude un rapporto per la medicina a Cuba?
-No, ma sono tante piccole cose, no? che poi...ebbene da
queste piccole cose...
-Ah, una coppia si ama o no per il fatto di cuba...
-No, non è questo.
-E allora. Patrizia?
-Sono pretesti questi.
-Di che?
-Per poi dire che comunque una persona ha una cultura
diciamo già prestabilita...
-Ma per tè è vero!
-E sarà cosi.
-E'incontrovertibile. Non mi dire che questo è il motivo
per cui non mi ami più.
-Sarà questo...Non lo so perché non ti amo più, ma non ti
amo più, Andrea.
-Uhu, uhu...e quando tè ne sei accorta?
-Ma...non lo so. Prima mi sembrava che forse non era cosi
perché stavamo lontani, invece adesso non...non lo so. Non
ti amo più. Mi sento molto lontana.
-E' ovvio, perché ti ho detto in faccia quello che è la
realtà, tè l'ho fatta toccare con mano.
-Evidentemente nella realtà non...
-Non ti trovi bene.
-Non mi trovo bene nella realtà.
-Quindi addi 22 luglio mi dici che non mi ami più,
mentre anche durante la malattia mi amavi ancora.
-Ti volevo bene, si. Non era più come prima, ma ti volevo
bene.
-Ora invece non mi vuoi nemmeno più bene, non mi ami più
perché praticamente io oggi ti ho spiattellato in faccia la
realtà di come sei fatta...
-Io...non lo so. Non voglio combattere nella vita, sono
fatta cosi, è una cosa che...
-Ma tu mi hai fatto combattere.
-Si, lo so, ma...
-E allora? Ora ti scrolli di ogni responsabilità?
-...Veramente si!
-Bene, anche io mi scrollo di ogni responsabilità.
-Va bene.
-Stammi bene!
-Ciao.
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MessaggioTitolo: Re: IL MAGLIONE BLU dal cap. VIII al XIII fine   Mer Dic 31, 2008 2:07 pm

XIII
«Pronto?»
«Sono Alberto, professore.»
«Alberto chi?»
«Il ragazzo di Patrizia»
«Mi dica.»
«Mi scusi sa, ma ho visto Patrizia agitata e vorrei capi-
re cosa sta succedendo.»
«Lo chieda a Patrizia. Noi abbiamo già parlato una
volta mesi fa, mi sembra che lei debba trovare risposte
dalla sua fidanzata non da me.»
«Si, ma sa, poiché io sono un po' invertebrato, ho bi-
sogno di qualcuno che abbia...»
«Una spina dorsale da darle?»
«Appunto.»
«La cerchi altrove.»
«Senta, lei non può tormentare...»
«Non tormento nessuno, e stia attento a come parla!»
«Lasci in pace Patrizia!»
«Lei non m'impressiona affatto, lo sa?»
«Lo so.»
«Allora basta! Buongiorno.»
«No, no, non abbassi. Mi scusi se ho alzato la voce,
ma volevo pregarla seriamente di lasciare in pace Patri-
zia.»
«Non le ha raccontato che sono stato io a lasciarla e
che volevo che lei sapesse tutto? Insomma, cosa le ha
detto?»
«Che c'è stata questa storia e che lei è in possesso di
tante lettere che la testimoniano.»
«E allora?»
«Io non lo so.»
«Vedo che la difende nonostante tutto. Vuoi dire che
le vuole molto bene, e ne ho piacere per Patrizia.»
«Pensa che me ne dovrei vergognare? Le voglio bene,
sì. Può aver sbagliato, anche molto, ma...»
«Sa, ho per mesi avuto un certo senso di colpa nei suoi
riguardi perché venne da me e ne uscì umiliato nonostan-
te avesse tentato di attaccarmi, poi c'è ricaduto nuova-
mente. In fondo mi è dispiaciuto. Comunque mi sembra
che ora la questione possa considerarsi chiusa definitiva-
mente, o ha altro da dirmi? Se è così lo faccia subito.»
«No, io semplicemente spero che... poiché Patrizia lo
vive come un fatto traumatizzante... saranno i sensi di
colpa, sarà che la storia... Non ha un buon ricordo e
desidererebbe...»
«Sono convinto che Patrizia invece possa avere un buon
ricordo, ma sono sensazioni personali.»
«Perché? Mi faccia sentire anche l'altra versione.»
«Mi sembra assurdo, no?»
«Sì, è vero, ma spero che non ci siano code. Patrizia lo
desidererebbe... che non ci siano più telefonate...»
«Le telefonate sono state fatte da entrambi anche quan-
do per la malattia non ci si incontrava da molte settima-
ne.»
«Però non è che Patrizia le telefonava e le diceva: "Mi
manchi molto, sono ancora innammorata di tè." O diceva
questo?»
«Lei scende troppo nei particolari, ma perché lo fa?»
«Perché è importante, voglio capire bene la situazione.»
«Me ne rendo conto e mi calo nei suoi panni, però la
situazione non la può capire così. Senta Alberto, la sua
posizione è molto incresciosa. Vuole bene a Patrizia? e
vada avanti con lei! Le stia accanto e auguri. Ma non
scandagli troppo il fondo, non lo faccia.»
«Ma perché? Non è meglio avere una visione più chia-
ra?»
«No, comunque sono cose che deve chiedere a Patri-
zia, non a me.»
«Lei dice che aveva perso la testa... che comunque ora
prova soltanto disgusto e non vede l'ora di liberarsi...»
«Ma sono io che mi son liberato. E poi disgusto? Mi
sembra un po' troppo. Ricorda? l'aveva già detto mesi fa,
e non era vero. In ogni caso, Alberto, non vada troppo a
fondo, o lo faccia con Patrizia.»
«Lei mi ha fatto il quadro come se la tormentasse...»
«Ah, no! Questo no! Che Patrizia presenti il quadro
in questo modo non mi sta bene. Ho la buona abitudine
di non perseguitare nessuno.»
«Ora ha il terrore che lei voglia che anche i genitori
sappiano della vostra storia, come ha voluto che lo sapes-
si io.»
«Cosa c'entrano i genitori? Credo che per il mio scopo di
rendere definitiva la chiusura della storia basti lei perché, al
limite, la cosa può riguardare me, Patrizia e lei. Inoltre che
vada dicendo che io possa averle dato fastidio, in passato
od oggi, è tutto sbagliato. Patrizia ha avuto il suo intenso e
prolungato sbandamento. Ora sembra le sia passato e spe-
riamo che sia chiuso definitivamente. Poi lei è il fidanzato,
lei è l'uomo che le rimarrà vicino, e se la tenga cara lei!
Certo Patrizia è una gran bella ragazza che fa girare la testa.
La fa girare quando vuole farlo, e la fa girare. Allora diven-
tiamo tutti un po' meno di legno, no? Comunque la vicen-
da, per quanto mi riguarda, è definitivamente chiusa, come
d'altra parte era già chiusa.»
«Posso esserne certo?»
«L'altra volta mi fece la stessa domanda, e non le men- '
tii. Le dissi di sì, la guardai e sorrisi, e le risposi che
bisognava essere in due per certe cose. Ma ora è davvero
chiusa. Certamente non lo dico per quietare lei, ma solo
perché ne sono convinto e lo desidero in prima persona.
Per quanto la riguarda, però, deve tenersela ben stretta
perché è una splendida ragazza.»
«Mi perdoni, ma non c'è bisogno del suo consiglio...»
«Non è che voglia infierire su di lei, Alberto, ma non
l'ha fatto prima, lo faccia ora.»
«Quando è ricominciata la storia, nella seconda fase
dopo che venni da lei, è successo più per volontà di Pa-
trizia?»
«Di entrambi, come sempre, tranne che uno non vio-
lenti l'altra.»
«Mi perdoni, ma una bugia me la disse quando venni
a parlare con lei:che non eravate andati al di là di baci
cose del genere. Invece...»
«Ma è ovvio che mi attenessi a quanto le aveva detto
Patrizia. Se una bella ragazza si dimostra disponibile e le
dice continuamente di amarla, lei cosa fa? Per questo le
ho consigliato di starle molto vicino, perché lei, in fondo,
i è una brava persona. Qualche volta posso aver equivoca-
to, però ho la buona abitudine di non parlare male degli
assenti.»
«E l'invertebrato?»
«Ma l'invertebrato è di pochi giorni fa. Mi sembrava
un invertebrato perché non si occupava di Patrizia con
sufficiente attenzione. Sì, l'ho definita invertebrato, ma
ho aggiunto che lo avrei confermato direttamente a lei,
Alberto, alla prima occasione. Insisto, però, nel ribadirle
che il problema per lei è un altro: deve tenersi Patrizia
molto stretta perché è una donna molto provocante e di
uomini santi, con le ali, non ce ne sono poi tanti, sa?»
«Lei non crede di averla offesa, di averle mancato di
rispetto in certe occasioni?»
«In che senso?»
«Scusi, ma è un'idea mia che lei può averle detto: "Ora
ti viene tutta la purezza." In sostanza può averla accusata
di essere una... puttana.»
«Il significato di puttana è alquanto lato. Innanzitutto
puttana è colei che si da a pagamento, no? Quindi con
Patrizia non c'entra niente. Nell'accezione comune inve-
ce significa una donna poco seria...»
«Allora ninfomane?»
«No, non credo che Patrizia sia una ninfomane. Posso
solo dire che qualche volta si fa travolgere dalla passione,
ma non so se le succede con altri.»
«Una cosa non ho compreso: perché Patrizia le diceva
che non veniva a letto con me. Per quale motivo? Perché
desiderava lei che lo dicesse, o c'era una situazione che
l'obbligasse a sostenere questa bugia?»
«Ah, non lo so se è una bugia...»
«E una bugia.»
«Senta, non voglio entrare oggi nella vostra intimità,
ma è quello che mi ha raccontato Patrizia. Mi ha raccon-
tato tante cose... Se è vero, se è falso, lo sa lei, lo sa
Patrizia. Con questa ottica ciò che racconta Patrizia di
me potrebbe essere falso.»
«Non l'ha mai messa di fronte ad una scelta? Che so
io: "O stai con Alberto o stai con me?"»
«Sì, l'ho fatto. Le ho chiesto di lasciarla una paio di
volte. In una accettò e in un'altra rifiutò... Ma, in sostan-
za, che cosa le ha raccontato Patrizia?»
«Mostra di avere ancora... cioè di soffrire molto per
questa storia, di essere in crisi. Si è messa a piangere, ha
detto: "Ci^sono state altre cose, io sto male, non ce la
faccio più"... è davvero tormentata. Sa quando uno pro-
prio non ce la fa più?»
«Lo so. Me ne rendo conto, questo fa male. Però tutti
noi siamo colpevoli quando succedono queste cose. In
fondo non ho nulla contro Patrizia. Ora lei sta così, lo so,
starà così, ma...»
«Io vorrei pregarla solo di questo: se Patrizia non ha
più intenzione o voglia di avere con lei nessun tipo di
rapporto, che venga lasciata, come lei — professore —
sembra abbia deciso, libera...»
«Senta, Alberto, lei sa che ho cinquantun'anni? Le
sembra mai possibile che io incominci ora a forzare le
persone quando non l'ho fatto nemmeno quando avevo
ventiquattro anni come Patrizia? E lei quanti anni ha?»
«Trentuno.»
«Non è più un ragazzino, ma è molto più giovane di
me. E anche se ha la sua brava esperienza, mi ascolti
quando le dico che è sempre la donna a puntare gli occhi
su di un uomo e solo allora fa accadere certe cose nono-
stante spesso affermi di essersi sentita "penetrata fin in
fondo dal nostro sguardo". Quindi quando lui insiste su
di una cosa che lei considera finita è un illuso, perché è
assolutamente inutile. Ciò che le ha detto Patrizia va in-
terpretato in questa chiave: avendo perso me, non vuole
perdere anche lei, e quindi falsa istintivamente certe cose.
Ora dipende da lei, Alberto, se vuole tenersi Patrizia o
no, son fatti suoi e non voglio interferire. Sappia che in
fondo desidero il bene di Patrizia, ma non voglio essere
tirato in ballo come il cattivo, perché anche la prima volta
sembrava fossi stato io lo stupratore, il tentatore e così
via. Quella volta non ho contestato l'immagine ed ho
appoggiato la strategia di Patrizia addossandomi tutte le
colpe. Ora non più. E chiaro? Non lo voglio fare più!»
«Ho capito, ha ragione. Un'ultima cosa: dalle ultime
teletonate con Patrizia, poteva ritenere che la storia aves-
se un seguito?»
\ «Sono domande terribili. Chi conosce veramente a
tondo se stesso e gli altri? Ora stiamo parlando fra di noi
e con pacatezza, e lei deve promettermi di non infierire
su Patrizia. Lei forse non sa che io avevo già chiuso que-
sta vicenda un paio di mesi fa prima che Patrizia si am-
malasse, ma lei ha continuato a telefonarmi ed a chieder-
mi di rincontrarci. Allora se sei uomo e Patrizia è indub-
biamente una bella ragazza, e se c'è stato tutto quello che
oggi sa ed altro, qualcosa può rinascere, e ci siamo riin-
contrati. E chiaro? Di solito sono abituato a mantenere
chiusa una storia che ho voluto far finire, però se si apro-
no degli spiragli suadenti... Ecco perché ho voluto, que-
sta volta che Patrizia la mettesse al corrente, così ora è
davvero finita. E una vicenda complessa questa.»
«In sostanza lei non ha nessuna intenzione di farle del
male?»
«Ma per l'amor di Dio. Le pare che voglia far del male
a Patrizia oltre ad averla lasciata?»
«Grazie! lei mi rassicura. È già un punto da cui rico-
minciare,^ una palingenesi. Ma precedentemente, quando
Patrizia s era rifiutata di lasciarmi, lei non l'aveva minac-
ciata di dirlo a me?»
«Sì, quella sera di gennaio quando Patrizia venne da
lei a confessare.»
«Pero dopo, quando avete ripreso, non è che lei »
«Esplicitamente solo quella volta, quando Patrizia le dis-
se quella mezza verità, ed ora per costringerla a parlare con
lei. Così finalmente lei è intervenuto seriamente ed abbia-
mo posto la parola fine a questa storia. Se lo avesse fatto
qualche mese fa, sarebbe stato meglio per tutti. La realtà è
che all' epoca lei avrebbe dovuto far chiudere la storia e
non lo fece. Per questo l'ho definito invertebrato.»
<<Solo che lei f orse e stato un po' troppo precipitoso
nell affibbiarmi questo... Sa perché? Per il rapporto che
avevo con Patrizia, per me erano impensabili certe cose
Non mi sarei aspettato... Quindi le conseguenze, gli atti
che compivo erano la risposta ad una situazione che ve-
devo e che in realtà non era.»
«Per la verità, qualche volta ho pensato che lei imma-
ginasse che Patrizia ed io...»
<<Quale vantaggio ne avrei avuto?»
<<Ah, non lo so, forse temeva di perderla ad opporsi, o altro.
Ma chi lo sa. Ognuno di noi è fatto in un certo
modo. Sì, più volte ho avuto la netta sensazione che lei
immaginasse, anche se quando la conobbi mi fece una
buona impresslone come essere umano, ma poi, da alcuni
fatti poteva sembrare che lei sapesse.»
<<Quella volta ero sicuro che la storia fosse chiusa...
Non perche mi voglio giustificare di fronte a lei, ma ave-
vo un idea di quello che era successo e delle prospettive
future che mi sembravano inesistenti »
<<Non volevo proprio arrivare a questo, ma abbia pa-
zienza, quando mi si racconta che con Patrizia ha fatto
1' amore tré volte in cinque mesi, allora viene da pensare
che lei, conoscendo il temperamento della sua fidanzata,
non potesse non avere sospetti su di noi quando comun-
que sapeva che già qualcosa era accaduto »
«Ci sarebbe da interrogarsi sul perché di queste bugie>>
«Ah, perché queste bugie? Ora lei mi dice che è una
bugia, e gliela passo per buona, ma è ovvio che quando
fu raccontato mi sembrava una verità convalidata da
tanti fatti. Se e davvero una bugia, così come lei ha cre-
duto ad una cosa, io ne ho creduta un'altra. Ecco perché
quando Patrizia accettò di lasciarla, le dissi di attendere
perche mi era chiaro che Patrizia le volesse bene, ma come
ad un vecchio amico non ^ un amante-In tanti mesi ho
avuto la netta sensazione che provasse dell'affetto per lei
ma assolutamente non amore e tantomeno passione » '
«E' chiaro che oggi parlerò con Patrizia...»
«Non deve dirle queste cose.»
«Non lo farò, ma cercherò di farla parlare quanto più
è possibile.»
«Sì, pero non insista'troppo. Credo che a scavare in
fondo, che a tormentare una donna si ottenga soltanto
dolore. Lei deve soltanto decidere se lasciare Patrizia o
no. Se vuole rimanere con lei, meno sa meglio è.»
«Non sono d'accordo con lei su questo fatto. Penso
che abbia bisogno di dirmi tutto quello che è successo.
Di liberarsi, anche per sbloccarsi psicologicamente per-
ché lei ha, aveva, paura di raccontarmi chiaramente l'in-
tera storia. Ormai ho una prova grande così che Patrizia
ha cercato di sminuire le cose.»
«Lo fanno tutte le donne.»
«Ma avrebbe bisogno di sfogarsi, dire tutto. In sostan-
za di essere sicura.»
«Se va a finire bene, sì. Se non vi lasciate, va benissi-
mo. Ma se lei le vuole bene, se considera tutto quanto è
accaduto una grande sbandata irripetibile, ci metta una
pietra sopra e basta,»
«Mi scusi, ma mi sembra che lei semplifichi troppo sul
comportamento di Patrizia, e ne dia una risposta solo in
chiave sessuale.»
«Tutt'altro...»
«Secondo me è più complesso. Per poter capire cosa si
può essere scatenato nella mente di Patrizia bisogna co-
noscere bene la sua situazione , la vita che ha fatto fino a
quest'età, la sua famiglia, gli anni che è stata insieme a
me e tutto il resto. Per cui se vedo ciò che è successo
come un errore, lo posso capire e posso, diciamo, assol-
verla in un certo senso. Semplicemente perché credo che
per lei sia stata un'eccezione, cioè lei ha avuto questo
tipo di atteggiamento, questo sbandamento, soltanto in
questa occasione. Probabilmente perché rappresentava un
altro tipo di rapporto. È una ragazza che ha avuto poche
esperienze e quindi aveva bisogno di novità. C'era una
serie... tante di quelle cose, e non solo che si dava inten-
samente al sesso con lei perché era insoddisfatta sessual-
mente con me. Questo è assolutamente sbagliato.»
(CONTINUA)
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MessaggioTitolo: Re: IL MAGLIONE BLU dal cap. VIII al XIII fine   Mer Dic 31, 2008 2:09 pm

"Anche penso, pur non sottovalutando il sesso, che si
giunge ad intrecciare una nuova e complessa relazione
con altri solo quando nell'insieme di un rapporto ci sono
più cose che non funzionano e generano una profonda
insoddisfazione che, nel nostro caso, non attribuivo certo
alla sola sfera sessuale."
"Queste insoddisfazioni, che forse, sicuramente non
riguardano la sfera sessuale, sono... cioè, lei forse sempli-
fica attribuendo tutta la vita di una persona ad un rap-
porto di coppia. Forse i problemi di Patrizia potevano
anche eludere me. Sì, non voglio assolvermi. Magari pos-
so essere stato io, avrò anch'io delle colpe, probabilmen-
te ho provocato io il suo stato mentale che l'ha portata a
fare certe cose che le hanno dato più dolore che altro.
Può darsi, però voglio dire: saranno stati anche altri fat-
tori, altre cose. C'è tutta la vita di una persona che deter-
mina ad un certo punto un corto circuito mentale, come
quello che ha avuto Patrizia. Ma non significa che dipen-
da da insufficienze di tipo sessuale o d'altro tipo del suo
rapporto con me."
"È sempre un insieme di motivazioni. E tutto si evi-
denzia quando salta fuori qualcuno al di fuori dalla pro-
pria sfera abituale e che può piacere. Ecco che nasce la
trasgressione. Però, tornando a lei, Alberto, dovrà essere
più partecipe ai problemi di Patrizia che, ad esempio, mi
ha raccontato delle sue difficoltà di convivenza nell'am-
bito della famiglia. Avrebbe quindi bisogno di una perso-
na forte vicino perché lei vuole davvero potersi affidare.
Allora una maggiore presenza in tutti i sensi da parte sua
sarebbe auspicabile, Alberto."
"Lei sta sostenendo una cosa che è, secondo me, abba-
stanza irrealizzabile, cioè che due persone possono darsi
la felicità, darsi tutto ed essere contenti. A volte i proble-
mi esterni sono talmente gravosi che due persone, per
quanto intelligenti e forti, alla fine debbono comunque
fare i conti con la realtà."
"Assolutamente non ho detto questo. È fin troppo
ovvio che il mondo esterno influenza anche la vita e la
felicità di una coppia, però questa deve fare di tutto per
non aggiungere altri problemi a quelli esterni. Ciò nono-
stante è fin troppo vero che ogni coppia accusa qualche
defaillance..."
"Ecco, non è che la coppia sia la custode di tutti mali,
soprattutto se i problemi sono molti. Se già esiste uno
scontento non è detto che risieda in questo rapporto."
"Sì, però è la prima cellula. Nel rapporto di coppia se
poi uno ci rimane male, come è ovvio, quando capita una
storia come la nostra, bisognerebbe evitare incompren-
sioni e scontentezze. Perché se il rapporto è forte non
avviene e le altre frustrazioni esterne non si scaricano in
questo modo. È proprio la coppia che deve essere in gra-
do d'assorbirle o di attenuarle, ha capito? Questo e il
nocciolo."
"Patrizia ha detto di non sapere che cosa fosse succes-
so a se stessa ..."
"In conclusione la vicenda è veramente chiusa. Non
dico che mi faccia del tutto piacere, ma soltanto che ne
provo sollievo perché, pur avendo dato a Patrizia e a me
momenti bellissimi, ci ha caricato anche di tanto stress.
Ah, sa cosa ho notato?, ed è l'ultima che le dico, che
Patrizia è molto egoista ad eccezione di certe ben deter-
minate situazioni. Ma la sensazione che ho avuto nell'ar-
co della nostra storia è che lei la batta, in egoismo di gran
lunga. Se così fosse, e se è vero, come credo, che lo non
lo sono, la sua posizione, Alberto, ne è stata penalizzata,
e questo le fornirebbe un'ulteriore chiave di lettura della
vicenda."
"Torno a pensare che lei voglia restringere i termini
della questione su certe cose che non possono spiegare
tutto. Per quanto riguarda l'egoismo, dovrebbe innanzi-
tutto chiarire che cosa intende, quale teoria della perso-
nalità..."
"Lei ha il difetto di voler fare troppa cultura su tutto.
Sia un po' più spicciolo."
"Sì, ha ragione. Sull'egoismo nella coppia, cioè due
persone che stanno insieme ed una delle due è egoista,
bisogna valutare che vita fai, che cosa pensi nella giorna-
ta, che cosa fai la sera, qual è la tua vita materiale. Poi
puoi dire se sei egoista. Tutti fanno i conti ogni giorno
con le proprie contraddizioni, con i problemi materiali
che magari lei non ha perché ha alle spalle una sicurezza
economica che si è costruita. Magari è merito suo, sarà
merito di quello che ha avuto in dono, vuoi dalla natura
perché è una persona intelligente, vuoi invece da qualche
altra cosa. Forse erano intelligenti anche i suoi, e questo
l'ha favorito. Quindi una serie di problemi giustamente
non se li pone, non se li può porre. Di conseguenza lei
tende a psicologizzare un po' troppo i termini della que-
stione, e quindi ad attribuire etichette di tipo psicologico
che sono solamente la conseguenza di tanti altri fatti. Se
ci riferiamo alle difficoltà della nostra vita che lei, per
fortuna sua, non ha..."
"Chi non li ha o non li ha avuti. Questa volta è lei che
tende troppo a semplificare e ad identificare i problemi
come provenienti principalmente da una sola matrice che,
a quanto so, nemmeno lei può avere in forma esasperata.
Anni fa tenni una serie di conferenze, di cui Patrizia ha
testi, che riguardavano l'inserimento nella vita lavorativa
e che prendevano spunto anche da esperienze autobio-
grafìche. Ebbene i problemi connessi a quella delicatissi-
ma fase della vita ci sono sempre stati, anche se oggi,
bisogna ammetterlo, sono più gravosi perché c'è più con-
sumismo, più esigenze, più pretese, più diplomati e più
laureati. Insomma più tutto."
"Quando dice che prima, anche se meno di oggi, era
difficile sfondare, fa un ragionamento che prende come
dati di partenza dei fattori soggettivi psicologici. Io la sto
invitando a riflettere, anche se penserà: questo vuoi dare
dei consigli a me che sono..."
"No, nel modo più assoluto, i consigli li accetto da
tutti ed ovviamente anche da lei che è uno studioso, ma
i dati di partenza della mia indagine sono stati, è vero,
soggettivi, ma immediatamente si sono ampliati e le con-
clusioni sono state tratte da dati del tutto oggettivi."
"Sicuramente, scusi, ma, se mi consente, sarebbe utile
porsi i problemi, ciò che succede, cosa determina i com-
portamenti, gli atti, la vita di un individuo, non solo in
chiave psicologica, ma anche rispetto ad una serie di altri
fattori. Questi sono molto più complessi per cui la nozio-
ne di egoismo non è che qualcosa di riduttivo per spiega-
re quel comportamento delle persone."
"Sì, ma io arrivavo solamente al terminale, sa? Perché
e ovvio che queste cose le so anch'io. E lei forse ha ragio-
ne, pero semplifico altrimenti, se andiamo troppo a cesel-
lare poi non ne usciamo più. Riusciremmo solo a fare un
bei dibattito su questo, ma ora dobbiamo per forza ap-
pianare, ha capito? Posso fare una discussione con lei di
dieci ore sull'argomento e, forse, ci arricchiremmo en-
trambi. Nella realtà di questa situazione, quando uno dice
egoista deve attenersi all'accezione comune del termine,
che significa una persona che pensa più a se stesso che
agli altri. Allora sul perché poi si agisca così, è chiaro, ci
sarebbe da risalire a monte: conoscere bene il soggetto, il
suo ambiente e il resto. Ma non è questa la sede adatta
per analizzarli. Solo come conclusione le dico di aver
dedotto, da alcune cose raccontatemi da Patrizia, che lei,
Alberto, è egoista e di quanto Patrizia ne soffrisse. In me
invece ha trovato una persona che - nell'accezione co-
mune del termine - forse è meno egoista. Probabilmen-
te perché ho già valicato quegli ostacoli che lei, Alberto,
per l'età non ha ancora superato."
"Mica solo per l'età. Scusi se la contraddico un altra
volta, nemmeno credo che sia per questo. L'età è solo un
fattore incidentale per cui non ho superato, non ho anco-
ra superato..."
"Certo. Volevo essere gentile."
"La ringrazio, ma è proprio un qualcosa che sta alla
base delle difficoltà che posso avere io come una persona
che ha avuto una sua storia individuale , comunque dif-
ficilmente accomunabile a tante altre. Per cui, se per cer-
te cose posso ricadere in dei comportamenti di tipo ego-
istico, non vuoi dire che lo sia il tipo psicologico del-
l'egoista..."
"Forse non se ne è accorto, ma quando parla di storia
individuale, d'altra parte come tutti, ricade nella psicolo-
gia. Comunque, scendendo proprio terra terra, sa cosa
mi ha meravigliato? Che lei, nei giorni in cui Patrizia
andava al Policlinico per quella dolorosissima terapia, non
l'accompagnasse. Così, oltre al trauma, doveva sopporta-
re l'attesa di un taxi o la fatica di lunghe camminate.
Questo avvalorava certe ipotesi negative..."
"Se ne è lamentata?"
"No, ero io che glielo domandavo, e si sentiva che era
delusa. Ritengo che avrebbe dovuto mandare ogni altra
cosa a quel paese pur di accompagnarla."
"Quelle due o tré volte c'erano dei motivi per i quali
non l'ho fatto. Ma Patrizia le ha detto che non potevo
proprio? Invece tante altre volte l'accompagnavo per le
visite."
"Non è la stessa cosa."
"Però lei, professore, aveva un pregiudizio o una pre-
disposizione per pensare male di me."
"È ovvio, come lei aveva un pregiudizio verso di me.
Che scoperta! Mi sembra più che normale. È lampante
che noi non pensavamo tutto il bene l'uno dell'altro. Però
siamo due persone che ragionano molto, lei forse anche
troppo, e, quindi, ad un certo momento ci diamo una
regolata su questo malpensare, no? È conseguenziale che
noi, essendo abituati ad osservare una cosa da più ango-
lazioni, riusciamo poi a capire quanto sia ingiusto il giu-
dizio prefabbricato. Quindi io, obiettivamente e cercan-
do di scorporarmi da certe situazioni o vicende, sto pun-
tualizzandole certi fatti come contributo a farle compren-
dere qualcosa in più. Ha capito, o no?"
"Sì, si, ho capito."
"Ora, Alberto, credo che abbiamo sviscerato ciò che si
poteva. Cerchiamo di tenere circoscritta a me, lei e Patri-
zia questa vicenda. Per quanto mi riguarda, ed è una mia
libera scelta, sia ben chiaro, questa storia finalmente si
chiude."
"Forse questa telefonata?"
"Sì, l'ho già detto, sancisce una chiusura già avvenuta.
Questa telefonata è più importante per Patrizia che per
me, ed io, proprio per Patrizia, in fondo l'attendevo da
mesi. Perché dentro di noi c'è sempre qualcosa che si
dibatte per una vicenda che, da una parte, è molto bella
e, dall'altra, è molto stressante. Ed è traumatizzante per
tutto un mondo che c'è intorno a noi e che, tutto somma-
to, ci è molto più caro. Ha capito, Alberto, qual è il pro-
blema? Quindi questa conversazione, che è il corollario
di una chiusura già avvenuta, mi da l'occasione per dire:
"Sul nome di Patrizia metto una croce," Augurando, però,
a Patrizia tutto il bene possibile. Ma con lei non mi tiri
più in ballo."
"Ho capito, il problema è ormai solo fra me e Patri-
zia."
"Ora con con lei non vada a scavare troppo e le stia
più vicino. Lei, Alberto, per certi versi è una persona
notevole. D'altra parte le donne sono così, sono strane
per tutti noi. Se vogliamo tenercele, in fondo, dobbiamo
agire in un certo modo oppure chiudiamo, le pare?"
"Certo, ma non credo che arriveremo a chiudere. C'è
una base abbastanza..."
"Però io credo che la base..."
"Assolutamente non pensi che prenda quello che c'è
stato in maniera filosofica o iperrazionale..."
"No, lei deve prenderla come un uomo. Ma un uomo
che ragiona."
"Non è che io sia freddo rispetto a questo fatto. Non
vorrei darle un'altra volta l'immagine di invertebrato.
Cerco di farmi una ragione e cerco innanzitutto di mi-
gliorare là dove sono nate delle esigenze da parte di Pa-
trizia, certi sbandamenti e cose del genere. Capire perché
sono avvenuti e fare in modo che non accadano più."
"Va bene, e stia in gamba!"
"Va bene."
"Arrivederci."
"Arnvederci."


E'difficile dirti ciò che mi sento dentro, ma dal momento che
volevi conoscere'quali sono stati i miei sentimenti per
tè, ho cercato di vedere dentro di me.Tutti i mesi trascorsi
insieme sono stati bellissimi ed io ti ho amato sul serio
non ti ho preso in giro, ma condizionare il tuo futuro sicuro
nella prospettiva di un nostro futuro molto incerto, questo
proprio non mi sentivo di farlo. Quello che io sento dentro
ripensando ai giorni trascorsi, puoi anche non crederci ma è
vero, mi fa star bene per averli vissuti e per averti
conosciuto.ma, al tempo stesso, mi da malinconia perché mi
manchi. Ma la serenità che c'era prima e che era condizione
abbastanza favorevole ai nostri incontri potrà esserci
ancora? Non chiedo che tu pensi bene di me, non sarebbe
giusto da parte mia. Mettendomi nei tuoi panni anch'io
starei male.ma tu mi hai chiesto di far luce dentro di me.
Non è che sia riuscita perfettamente, ma sono sicura di una
cosa:che ti ho amato e che sarà difficile dimenticarti e
vorrei che vivessi la tua vita in pace. Questo lo voglio
tanto, eppure ogni volta che apro bocca combino guai. Come
sono sicura che non sono stata falsa con tè e vorrei che tu j
ci credessi e in fondo sono in pace con la mia coscienza.
Patrizia
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MessaggioTitolo: Re: IL MAGLIONE BLU dal cap. VIII al XIII fine   

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IL MAGLIONE BLU dal cap. VIII al XIII fine
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